Il bielorusso della FdJeux Yauheni Hutarovich ha vinto in volata la terza tappa del Giro di Polonia. La corsa, solo 120 km, si è chiusa in circuito con uno sprint generale dopo una giornata piuttosto tranquilla. Si è visto a sorpresa un Napolitano in versione attaccante: lo sprinter della Katusha, non riuscendo a cavare granchè dalle volate, ha provato ad inserirsi in una fuga con Lorenzetto e Rollin, che però, prevedibilmente, è naufragata presto. Qualche altro scatto nel finale ha avuto stesso esito e si è arrivati alla soluzione con una volata selvaggia. Nessuna squadra è riuscita a prendere il comando delle operazioni, anche perchè un curvone a 180 gradi all'ultimo km ha parecchio scombinato il plotone. Così tutti su una riga a sprintare e Hutarovich che ha preceduto al fotofinish Haedo e Davis che conserva la vetta della classifica. I Liquigas purtroppo non sono riusciti ad organizzarsi, nonostante l'impegno di un Bennati nelle vesti di gregario.
Domani la tappa sarà molto mossa nella parte centrale e potrebbe quindi riservare qualche sorpresa.
Grandissima volata di Andrè Greipel nella seconda tappa del Giro di Polonia. Il velocista tedesco della HTC Columbia si è imposto con grande autorevolezza su Allan Davis e Wouter Weylandt. La tappa, la più lunga della corsa, è stata contrassegnata da una fuga da lontano di Sapa, Gourov, Matysiak e Stubbe. Il gruppo è riuscito a riprenderli a 6 km dal traguardo e si è lanciato nella volata. Gli uomini della Sky hanno aperto lo sprint per Sutton, ma alle loro spalle è spuntato Allan Davis. Dietro di tutti però è uscito Greipel con una potenza debordante. Il tedesco si è fatto largo tra gli avversari e poi si è tolto tutti di ruota. Una volta di più non resta che pensare al duello che avrebbe potuto esserci al Tour con il compagno rivale Cavendish.
Allan Davis ha chiuso 2° davanti a Weylandt, poi Sutton. In virtù degli abbuoni Davis passa al comando della classifica. Ora ci sarà un'altra tappa per velocisti, poi mercoledì il profilo diventerà più mosso.
Un anno fa Jacopo Guarnieri aveva colto al Giro di Polonia la sua prima vittoria da pro. E' passato un anno e sempre al Polonia Jacopo è tornato a muovere la casella delle vittorie portandola a due. La prima tappa della corsa polacca si è chiusa allo sprint dopo che era stata annullata una fuga da lontano con Schar, Sesma, Bodrogi e Janiaczyk. E' stata una volata anomala, però, con solo venti corridori a disputarsi il successo: una caduta infatti ha bloccato tutto il resto del gruppo a 1200 metri dal traguardo. Guarnieri si è fatto portare fuori da Peter Sagan che l'ha lanciato ottimamente. Il giovane velocista piacentino ha tenuto bene la testa della volata chiudendo senza incertezze davanti a Galdos e Allan Davis. Una vittoria tutta per la linea verde della Liquigas Doimo, dunque, con i giovanissimi talenti della squadra di Amadio che fanno brillare gli occhi.
Domani attesa un'altra volata.
All'interno le dichiarazioni di Guarnieri e la classifica.
E' di Riccardo Chiarini l'edizione del ritorno del Trofeo Matteotti, la classica pescarese riapparsa quest'anno dopo una stagione di pausa. La corsa si è decisa nell'ultima tornata del circuito attorno a Pescara, quando Domenico Pozzovivo ha confermato la sua grande vena in salita. Più che montagne lo scalatore lucano si è però trovato sotot le ruote delle collinette che non gli hanno permesso di fare molta selezione. Bertagnolli e Rubiano si sono subito accodati e successivamente è rientrato anche Chiarini. Un bravo Oscar Gatto ha animato la rincorsa di un secondo quartetto, ma senza riuscire a tornare in gioco per il successo. Sul rettilineo finale Pozzovivo ha provato ad anticipare senza chance e Chiarini ha superato di una spanna Bertagnolli mettendosi in tasca il primo successo della carriera.
Per la sua De Rosa Stacplastic è una grande stagione, con Ferrari e Montaguti costantemente tra i migliori e questa bella vittoria di Chiarini. Per Bordonali e Fidanza, dopo i successi e le cadute della LPR, è motivo di grande soddisfazione essere ripartiti subito con una squadra giovane e già molto forte a livello nazionale.
Al Tour de France abbiamo visto che non ha il motore per primeggiare nei grandi giri, ma Luis Leon Sanchez ha subito trovato una via alternativa su cui costruire la sua carriera. Alla Clasica San Sebastian la forza ma soprattutto la lucidità del corridore spagnolo ha fatto la differenza. Sanchez ha innescato la fuga decisiva sulla cima dello Jaizkibel e dopo aver fatto gli ultimi 40 km insieme a Vinokourov e Sastre ha approfittato del lavoro dell'esperto kazako per portarsi a casa la prestigiosa classica basca.
Come previsto sono stati i corridori usciti dal Tour a monopolizzare la corsa, ma purtroppo fra questi è mancato Damiano Cunego, mai in gioco per le prime posizioni. Sul primo dei due passaggi sullo Jaizkibel si sono accesi i primi fuochi con Garate, Verdugo e Josè Ivan Gutierrez che hanno provato l'azione da lontano, che però si è spenta qualche decina di km più avanti quando la corsa è tornata ad affrontare la stessa salita. Il secondo passaggio dello Jaizkibel ha fatto forte selezione: Richie Porte è stato il primo a provarci e a spezzare il gruppo, mentre Cunego già perdeva le ruote buone. Il successivo attacco di Samuel Sanchez ha lanciato la prima fuga di big, in cui si sono inseriti Vinokourov, Joaquim Rodriguez, Roche e con un bel recupero solitario un inatteso Sastre.
La Procura Antidoping del CONI ha chiesto una squalifica di due anni per Franco Pellizotti per il caso dei valori anomali per i quali il corridore della Liquigas era stato fermato alla vigilia del Giro d'Italia. A Pellizotti viene contestata la violazione dell’art. 2.2. del Codice WADA in relazione alle anomalie dei parametri ematologici riscontrati dall’Unione Ciclistica Internazionale nell’ambito del Passaporto biologico, con richiesta di squalifica di 2 anni ai sensi dell’art.293 del Regolamento Anti-Doping UCI (ovvero art.10.2 del Codice WADA) nonché ai sensi dell’art. 275 e dell’art.326.1 del Regolamento Anti-Doping UCI la condanna del predetto atleta al pagamento della sanzione economica ed ai costi relativi alla gestione del risultato, secondo quanto determinato dalla stessa Federazione Internazionale.
E' stata invece chiesta l'archiviazione del caso Vania Rossi: la campionessa di ciclocross compagna di Riccò era risultata positiva ad un controllo lo scorso inverno, ma le controanalisi avevano poi ribaltato il verdetto.
Quanto a Petacchi, il campione della Lampre sarà ascoltato il 3 agosto dalla Procura Antidoping per l'inchiesta di Padova di cui si è saputo durante il Tour de France.
Quante volte abbiamo detto che il ciclismo sarebbe poca cosa senza la sua storia? Aprendo lo scrigno dei ricordi del nostro sport la pietra più preziosa è sicuramente l'epoca d'oro di Coppi e Bartali. Due campioni leggendari, un paese che sta cercando di rialzarsi dalla tragedia della guerra e l'identificarsi della gente nella fatica del ciclismo come possibilità di riscatto.
Coppi e Bartali, per tanti motivi, hanno segnato un'epoca, appassionato, trascinato le folle, fatto discutere. Sono arrivati in un'Italia schiava del fascismo e l'hanno lasciata all'alba del boom economico.
Per capire cosa siano stati, cosa abbiano significato Coppi e Bartali, binomio inscindibile in cui l'uno non sarebbe potuto essere mito senza l'altro, De Agostini ci riporta indietro di sessant'anni. Le immagini diventano in bianco e nero, le strade sentieri improbabili di fango e polvere, le biciclette fragili e pesanti cancelli, le corse avventure con pericoli ad ogni pedalata.
E' il ciclismo che più ha acceso la fantasia della gente e che ancora oggi vive in un'alone di leggenda. Coppi e Bartali si sono inseguiti tra salite massacranti, cadute rovinose, fughe leggendarie ed episodi oggi inimmaginabili, per oltre un decennio.
Per 2 ore "Coppi e Bartali, gli eterni rivali" ci riporta in quegli anni insieme difficili e magici in cui il ciclismo godeva di una popolarità sconfinata e i suoi campioni, con le loro fatiche, regalavano una speranza alla gente.
E' lo stesso Bartali a raccontare in una lunga intervista sullo sfondo della sua Firenze la sua storia di intramontabile. La prima corsa in cui venne squalificato, le grandi vittorie, i drammi, episodi illuminanti come le vittorie a cui rinunciava da dilettante in cambio di qualche soldo da portare a casa. Il film di Coppi inizia nella nebbia della collina di Castellania nel giorno del funerale. Le sue fughe leggendarie e la vicenda umana si intrecciano alla storia d'Italia nelle immagini dell'Istituto Luce. Due film per due simboli di un'epoca forse irripetibile.
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Il prestigioso brand Cigno presenta due nuove proposte di grande classe dal raffinato sapore retrò, Cigno Sport 2010 e Cigno Seventy 2010.
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