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sabato 17 luglio 2010 |
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Non poteva mancare l'accusa di Ivano Fanini nel caso delle biciclette motorizzate che tanti sospetti ha fatto nascere negli ultimi tempi. L'ira del patron della Amore e Vita è finita a Giovanni Visconti e alla ISD: "Se anche l'UCI ha aperto un'inchiesta evidentemente c'è qualcosa di vero nello scambio sospetto di bicicletta da parte di un corridore partecipante al campionato italiano a fine gara - ha dichiarato Fanini - pare che questo corridore sia proprio Giovanni Visconti. Spero che Guariniello inviti sia questo corridore che il presidente Di Rocco a deporre presso la sua procura affinché si possa chiarire la vicenda".
Ovviamente la replica dal San Baronto non si è fatta attendere. La ISD Neri infatti ha diffuso una nota che recita così:
A seguito delle dichiarazioni rilasciate da Ivano Fanini ad alcuni organi di stampa e pubblicati quest'oggi su ANSA.it e da altre testate giornalistiche, la ISD – NERI – GIAMBENINI emette questa nota stampa per fare chiarezza sulle infondate e diffamatorie dichiarazioni rilasciate dal team manager lucchese in merito alla presunta “bicicletta motorizzata” utilizzata dal neo Campione Italiano Giovanni Visconti nella corsa tricolore di Conegliano (TV), lo scorso 26 giugno 2010.
Come dimostra la foto allegata, il design della bicicletta Cipollini con cui è equipaggiato il team ed utilizzata da Visconti durante la corsa tricolore non consente, per sua stessa geometria, qualsivoglia inserimento nel tubo piantone di strumenti e/o motori cilindrici. Il telaio è dotato infatti di un tubo piantone curvo, dal diametro non regolare e “rotto” in due punti per cambi di inclinazione. Tale considerazione tecnica chiarisce e smentisce già da sola le falsità delle dichiarazioni rilasciate da Ivano Fanini.
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lunedì 12 luglio 2010 |
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Fausto Coppi, solitudine di un campione di Gabriele Moroni
Mursia Editore
142 pagine - 14 euro
L'immagine dell'uomo solo al comando della corsa è la più poetica e preziosa del ciclismo. L'incarnazione più perfetta del sogno dell'uomo solo in testa si è vissuta certamente con l'epopea di Fausto Coppi. Nel sorriso malinconico del Campionissimo c'era quella sensazione di chi si è trovato spesso da solo anche nei tornanti della vita oltre che in quelli delle grandi montagne del ciclismo. Coppi andava in fuga per centinaia di km da solo, poi dopo l'impresa epica, sul traguardo, non esultava mai, quasi intimidito dagli entusiasmi, dalle emozioni suscitate negli appassionati. Della carriera sportiva di Coppi sappiamo molto se non tutto. I suoi voli solitari, tra Stelvio, Izoard, Alpe d'Huez, sono pagine di storia.
Ma insieme al Coppi solo in testa alla corsa c'è stato il Coppi solo nella vita. La storia d'amore con la Dama Bianca scandalizzò, lo espose alla pubblica gogna per essere andato oltre i confini, piuttosto limitati, della società del dopoguerra. Basti dire che anche il papa Pio XII intervenne con una lettera personale per "riportare Coppi sulla retta via", per far capire quale impatto avesse avuto tra la gente l'amore proibito del campione più amato.
Il libro di Gabriele Moroni ripercorre gli ultimi anni del Campionissimo, quelli del declino sportivo, dello scandalo, del processo che dovette sopportare, fino all'assurda morte per una malaria non diagnosticata. Anni di amici fasulli, preti, profittatori, illusioni perdute. Per conoscere la storia personale di Coppi, ma anche la società del tempo.
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giovedì 15 luglio 2010 |
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Con le tappe più importanti del Tour de France che stanno arrivando, la lotta Andy Schleck - Contador che si preannuncia molto più incerta del previsto, sembra fuori luogo pensare già alla prossima stagione. L'arrivo del nuovo squadrone lussemburghese che si formerà attorno ai fratelli Schleck e l'uscita di scena di alcuni sponsor di prima fascia (Milram, Caisse d'Epargne, Saxo Bank) ha mandato in ebollizione il ciclomercato.
La squadra lussemburghese di Andy e Franck si preannuncia come una corazzata: il budget sarà sugli 8 milioni di euro e tra i nomi che circolano per comporla ci sono quelli di Linus Gerdemann, Jakob Fuglsang, i fratelli Brice e Romain Feillu e Daniele Bennati.
Dal canto suo Bjarne Riis andrà avanti con un nuovo sponsor che sarà annunciato dopo il Tour, mentre il secondo nome della squadra sarà Sungard. Riis spera di trattenere tutti gli altri big, anche se la BMC ha fatto un'offerta eccellente per Cancellara.
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martedì 13 luglio 2010 |
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Il ciclismo piange la scomparsa di uno dei campioni più amati degli anni Cinquanta e Sessanta, Nino Defilippis. Piemontese, classe '32, Defilippis aveva vinto in carriera oltre 50 corse, tra cui il Giro di Lombardia e tappe a Giro, Tour e Vuelta. Fu anche secondo al Mondiale e al Giro delle Fiandre. Da Commissario Tecnico della nazionale guidò Felice Gimondi alla conquista dell'iride nel '73. Soprannominato il "Cit", Defilippis è morto stanotte a Torino dopo una lunga lotta contro il cancro.
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giovedì 01 luglio 2010 |
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Avete mai avuto problemi a proteggere il vostro cellulare dalla pioggia o dallo sporco durante le uscite in bici? Se la risposta è sì, il motivo è perchè non avete mai usato Jersey Bin. Questo semplice accessorio è stato disegnato appositamente per le esigenze di noi ciclisti. Jersey Bin è una bustina in robusto e leggerissimo vinile che custodisce il cellulare, la fotocamera, i documenti, tutto quello che può essere utile quando si va in bici ma ha bisogno di un'adeguata protezione.
Disponibile in 2 misure (9.5x17.8 cm e 12.1x17.8 cm), Jersey Bin è idrorepellente, duratura, riciclabile ed è stata progettata sulle dimensioni delle tasche posteriori delle maglie tecniche per il ciclismo. Abbiamo testato Jersey Bin portandoci dietro diversi prodotti, dal cellulare alla fotocamera: la protezione garantita è assoluta in quanto il sistema di chiusura sigilla il prodotto all'interno in maniera forte e perfetta. Il materiale si adatta a più forme. Non abbiamo avuto alcuna difficoltà, ad esempio, ad inserire una fotocamera dallo spessore abbastanza importante. Jersey Bin è inoltre personalizzabile con i propri loghi e grafiche per gruppi di cicloamatori, granfondo... che avranno così con Jersey Bin un piccolo ma pratica e irrinunciabile compagno di viaggio.
Jersey Bin.
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domenica 11 luglio 2010 |
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Il Giro d'Austria è di Riccardo Riccò. La rovinosa caduta di ieri che ha provocato al corridore modenese della Flaminia la frattura del naso e molte altre ferite, non gli ha impedito di difendere la maglia di leader nell'ultima tappa della corsa, vinta da Graeme Brown. La frazione conclusiva, infatti, da Podersdorf a Vienna di km 122, si è conclusa con una volata generale, permettendo così al corridore della Ceramica Flaminia di mantenere la testa della classifica assoluta: "Non è stata certo una passeggiata - ha commentato il team manager Roberto Marrone - ma Riccò e tutta la squadra oggi si sono superati; sono stati bravissimi a raggiungere alcuni fuggitivi e a consentire al loro compagno ferito di vincere questa che per noi della Ceramica Flaminia, insieme al Campionato Italiano di Filippo Simeoni, è il successo più importante".
Grande soddisfazione anche in casa CarmioOro NGC, che conclude il Giro d'Austria con Pardilla e Sella ad accompagnare Riccò sul podio. “Siamo stati grandi protagonisti" dice il Ds Miodini "e per poco non siamo riusciti a vincere e già questo è motivo di grande gioia. Oggi abbiamo preferito non attaccare Riccò che ha corso con il naso rotto e diversi punti di sutura per la caduta di ieri, non ci sarebbe piaciuto vincere in questo modo. Onore a lui che sulla montagne dell’Austria si è dimostrato forte”.
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