Il Giro d'Italia donne festeggia quest'anno la sua ventesima edizione. La corsa rosa sarà organizzata anche stavolta dall'UC Sovico, che l'ha rilanciata dopo un periodo di stasi. Quest'anno patron Rivolta propone un percorso più duro rispetto a quello degli ultimi anni. Tappe piane ce ne sono solo un paio, poi una crono, un prologo, e tante salite, salitelle e muretti. La corsa partirà dalla Toscana con il prologo di Scarperia per poi accendersi già dalle prime tappe con la rampa di Pratolino di Vaglia, la crono a Pontedera e l'ormai tradizionale arrivo in salita del Monte Serra. E' un trittico di tappe che può già dire una parola pesante sull'esito della corsa. Il passaggio nelle Marche darà un po' di respiro alle specialiste degli sprint con il traguardo di Sant'Elpidio, quindi a Cerro al Volturno è previsto un nuovo arrivo in pendenza, su un muretto breve ma molto duro. Ancora nel Molise la tappa di San'Elena Sannita prevederà le sue difficoltà altimetriche nelle prime battute, per poi aprirsi in un percorso più facile, mentre a Castel del Monte si avrà un altro arrivo in salita ma non particolarmente selettivo. La penultima tappa avrà un percorso mosso sui Colli Sanniti, mentre il gran finale si svolgerà a Grumo Nevano, in Campania, con una tappa semplice.
Al via ci saranno quasi tutte le grandi: Luperini, Pucinskaite, Brandli tra le grandi favorite, poi Pooley, Armstrong, Hausler, Boubnenkova, Ljungskog, Arndt, Teutenberg, Villumsen, Neben, Worrack, Baccaille, Guderzo, Vilajosana, Ziliute, Bronzini, Cantele.
All'interno le squadre, le interviste e le tappe con tutte le altimetrie.
All'interno tutte le ultime notizie: Bennati a riposo
Chi succederà a Filippo Simeoni ed avrà l'onore di portare il tricolore per un anno? Domenica 28 giugno Imola assegnerà il titolo italiano di ciclismo su un percorso movimentato, ma non proibitivo. Il tracciato è favorevole ad un arrivo di gruppetto, ma ovviamente la sorpresa è sempre dietro l'angolo. Basta tornare ad un anno fa, quando Simeoni beffò i vari Visconti, Pozzato e compagnia che sembravano lanciati a giocarsi il titolo in una volata di gruppetto.
Il percorso prevede una prima parte in linea, la partenza da Imola, quindi il passaggio per Dozza, Castel San Pietro Terme, Sassoleone, Fontanelice, Ponticelli per il ritorno ad Imola e l'ingresso sul circuito. Qui avremo percorso poco più di 80 km e si dovranno affrontare 11 giri del tracciato dei Tre Monti con l'arrivo posto all'interno del circuito automobilistico Enzo e Dino Ferrari dopo 260 km. E' un percorso caro agli amanti della storia del ciclismo, perchè qui Vittorio Adorni conquistò una vittoria memorabile al Mondiale 1968.
Da classica d'agosto il Giro dell'Appennino si ricicla quest'anno come corsa a metà tra Giro d'Italia e Tour de France. “Una
scelta che abbiamo meditato a lungo – spiega il presidente dell’U.S.
Pontedecimo Ciclismo, Ivano Carrozzino -. In questo periodo i corridori
sono nel pieno della stagione, in forma. Non troppo logori né a corto
di preparazione. E la voglia di sfidare la mitica Bocchetta potrebbe
venire anche ai campioni più illustri”.
Il Giro dell'Appennino è una corsa grondante storia, uno degli appuntamenti a cui anche i grandi di altra epoca non hanno mai voluto mancare, anche se oggi con la grande frammentazione del calendario l'attenzione verso questa corsa è un po' scemata.
Il percorso è davvero bello: partenza dal Piemonte, da Novi Ligure, la città del Museo dei Campionissimi, quindi dopo una cinquantina di km il passaggio in Liguria con il Passo della Castagnola. Si sale ancora a Crocefieschi e dopo aver trovato il mare di Genova si affronta il tratto decisivo del percorso con la scalata della Bocchetta, dove ci sarà la selezione. Dalla vetta ancora una quarantina di km con la Castagnola e il Giovi che daranno l'ultima assestata alla corsa prima del traguardo di Pontedecimo. Nelle ultime due edizioni si è imposto Alessandro Bertolini. Il record di scalata della Bocchetta fu invece fissato da Gilberto Simoni nel 2003 in 21'54''.
All'interno le cartine della corsa e le interviste. Aggiunte le interviste a Flaminia, CSF, Centri della Calzatura, LPR
Tredici maglie tricolore da assegnare. E' il bottino che sarà distribuito nella Settimana Tricolore di Imola che scatta sabato 20 giugno per concludersi domenica 28 con la prova più attesa, quella in lilnea dei professionisti che decreterà il successore di Filippo Simeoni.
La novità di quest'anno è che le varie corse non saranno itineranti nel territorio, ma avranno un centro comune nell'autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, dove si concluderanno tutte le gare, sia in linea che a cronometro.
Il via sarà con le gare a cronometro, tutte per sabato 20 tranne che per gli under 23 che correrano martedì 23 per la concomitanza del Girobio. I percorsi delle crono partiranno tutti da Mordano per concludersi nel circuito di Imola dopo il passaggio sui Tre Monti, la salita che caratterizza questa Settimana Tricolore. Per i professionisti, che correranno su una distanza di 32 km, la salita sarà affrontata due volte.
Per le prove in linea ci sarà da affrontare prima un tratto in linea, quindi l'ingresso sul circuito dei Tre Monti che per i professionisti sarà da percorrere 11 volte. La distanza dei pro sarà di 260 km. Ovviamente a seconda delle categorie variano le distanze sia del primo tratto in linea che il numero di giri sul circuito dei Tre Monti, restando però invariato l'arrivo nel circuito automobilistico.
Siamo sulla strada che porta al Tour de France. Il Criterium del Delfinato si conferma anche nel 2009 la corsa a tappe breve che più di ogni altra somiglia ad un grande giro. Prologo, crono lunga, salite mitiche, tappe per tutti i gusti. Questo è veramente un Tour de France in miniatura. Basta pensare che il Delfinato propone montagne leggendarie come l'Izoard, il Galibier o il Mont Ventoux per capire a quale rango appartenga questa corsa.
Ad accrescere l'importanza di questa edizione del Delfinato è il fatto che gran parte dei corridori che puntano al Tour hanno scelto di correre qui per prepararsi alla grande sfida di luglio. C'è il numero uno, Contador, c'è il suo antagonista principale, Evans, e poi ancora Valverde e Gesink, oltre all'atteso rientro di Boonen dopo le note vicende. Ma ci sarà anche Ivan Basso, che chiuderà qui la sua prima parte di stagione, poi Zubeldia, Pereiro, Devolder, Steegmans, Gerdemann, Kolobnev, Nibali. Insomma si può dire che il Delfinato ha nettamente superato la concorrenza del Giro di Svizzera che inizierà una settimana dopo.
Il percorso in breve: si inizia con una crono di 12 km, poi due tappe abbastanza semplici. Alla quarta tappa la questione si fa impegnativa con una crono di 42 km, quindi quattro tappe di montagna una dietro l'altra. La sequenza inizia con l'arrivo sul Mont Ventoux previsto per giovedì, quindi una tappa breve di 106 km con l'Izoard a 20 dall'arrivo di Briancon. Sabato si riparte affrontando il Galibier e la Croix de Fer prima dell'arrivo in quota di Saint Francois Longchamp, mentre domenica la frazione conclusiva ha un profilo un po' meno impervio. E' un percorso molto selettivo che chiamerà allo scoperto i campioni: ci aspettiamo un grande spettacolo.
Vi piacerebbe realizzare fotografie e filmati delle vostre escursioni in bicicletta? Oggi è possibile grazie alla videofotocamera Go Pro, un accessorio di qualità che si può applicare in vari modi alla bicicletta (ma si può usare anche in altri sport) grazie ad una fornita serie di optional, per poter immortalare con foto, sequenze fotografiche e filmati i momenti più spettacolari delle nostre pedalate.
La Go Pro 3 si presenta come una macchina fotografica digitale in miniatura. Viste le dimensioni, 6 centimetri di lunghezza, 4 di altezza, 2 di profondità, sarebbe ovvio pensare ad un giocattolino poco performante. La Go Pro 3 invece ha un'ottima qualità d'immagine: con il suo sensore da 3 megapixel cattura foto alla risoluzione di 2048 x 1536 pixel con una qualità che non ha niente da invidiare a macchine fotografiche di categoria superiore. Ecco una galleria di foto scattate con la Go Pro, alcune da fermo, altre in movimento.
Avete nostalgia del Giro d'Italia? Grazie al gioco di Ghenos Games, licenziataria ufficiale del Giro, potete ricreare la corsa rossa nel vostro salotto. "Giro d'Italia - The Game" è un gioco in scatola decisamente adulto che ricrea le situazioni tipiche di una corsa ciclistica, dai tentativi di fuga alle cadute, dalle crisi in salita alle alleanze. Iniziare a giocare richiede un piccolo tempo di pratica, ma una volta allenatisi al meccanismo sarà possibile rivivere tutte le situazioni tattiche di un Giro d'Italia.
Innanzitutto c'è da dire che il tabellone di gioco non è fisso, ma costituito da 21 pannello che simulano vari tipi di strade, pianura, falsopiano, salita e discesa. I pannelli possono essere combinati in una infinita serie di modi per poter creare così il proprio percorso di gara diverso di volta in volta. Si potrà disegnare un tappone di montagna, una tappa da velocisti o una classica con infinite varianti. La chicca è la possibilità, con un'apposita guida in appendice al regolamento di gioco, di ricostruire tutto il percorso del Giro d'Italia del Centenario tappa per tappa, da Venezia a Roma.
Sci'con, azienda italiana, presenta la
sua nuova collezione di borselli sottosella S-Case, un accessorio
immancabile per ogni buon cicloamatore, con cui si conferma leader del
settore. I borselli sottosella S-Case si distinguono per alcuni
particolari che fanno la differenza. Primo fra tutti è il sistema di
aggancio alla sella, il Roller System. Il meccanismo è simile a quello
dei ciclocomputer da manubrio, con una parte che resta fissata sempre
alla bici, in questo caso al sottosella, e il borsello che viene
agganciato e sganciato di volta in volta con un semplice movimento
circolare. L'aggancio è facile e sicuro, a prova di fuoristrada vero.
L'interno della borsa è organizzato in vari e morbidi spazi che
consentono l'alloggio di attrezzi, di una camera d'aria di scorta, ed
anche di documenti o carta di credito in scomparti appositi.
My Tach GPS Sport Trainer è uno strumento che consente un accurato monitoraggio di numerosi dati rilevati durante l'attività sportiva.
Abbiamo testato My Tach in diverse situazioni, trovando un prodotto di alto livello, semplice ed intuitivo e con un ventaglio di opportunità molto variegato, dall'elementare conteggio di velocità e distanza fino a operazioni più approfondite come le pendenze, il dislivello, il calcolo automatico di tempi su giri impostati tramite GPS. Proprio il ricevitore GPS integrato è il grande plus di My Tach: grazie a questo è possibile avere tutti i dati sul pratico computerino da polso senza dover montare sulla bicicletta nessun tipo di sensore. Dopo poche decine di secondi dall'accensione, My Tach inizia ad acquisire il segnale satellitare e da questo fornisce ed elabora tutti i dati. Ma cosa è possibile fare con My Tach?
Durante l'attività fisica l'appoggio plantare è
fondamentale per
assicurare al piede un'adeguata stabilità, necessaria per ridurre il
rischio di traumi, distorsioni e dolori ma anche indispensabile per migliorare
le proprie performance sportive.
Una maggiore superficie di appoggio plantare infatti aiuta il piede ad
avere una "presa" migliore sulla scarpa e sul suolo (aumentando così
la stabilità di tutto il corpo). Inoltre riduce le sollecitazioni del piede nei
punti ad elevata pressione ed a rischio dolore perchè permette di scaricare
l'eccesso di pressione sulla zona di appoggio circostante.
In questo modo il piede risulta più stabile e meno sollecitato ed è in
grado di incrementare la propria resistenza alla fatica fisica e quindi le
proprie prestazioni.
La linea di plantari
automodellanti Podotec Sport è stata ideata proprio per fornire
il giusto supporto di cui necessita il piede durante l'attività fisica. Grazie
all'utilizzo di speciali materiali a "memoria di forma", il piede
stesso modella il plantare durante il suo utilizzo nella scarpa creando
così la superficie di appoggio anatomica personalizzata di cui ha bisogno.
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