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I NAS questa mattina hanno arrestato Gianni Da Ros, 22 anni, neoprofessionista
friulano del team Liquigas. Da Ros si trovava in ritiro con la nazionale della
pista a Padova. A quanto è dato sapere, l'arresto di Da Ros s'inserisce in una
più ampia operazione riferita ad un presunto traffico di sostanze dopanti nelle
palestre. Liquigas, così come la Federazione Ciclistica Italiana, è dunque totalmente
estranea alla vicenda. Lo staff tecnico della Nazionale ha offerto la massima
collaborazione per facilitare il lavoro dei NAS.
Liquigas Sport ha disposto
l'immediata sospensione del corridore. Qualora le responsabilità di Da Ros
venissero provate, il gruppo sportivo procederebbe al suo immediato
licenziamento e si riserverebbe di citarlo per danni.
La Federazione
Ciclistica Italiana ha sospeso l ' atleta per l’attività della
Nazionale.
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L'affare Valverde, il suo presunto coinvolgimento nell'Operacion Puerto riportato d'attualità dalla Procura antidoping del CONI, sta scatenando una battaglia tra istituzioni italiane e spagnole. Riepiloghiamo i fatti: il CONI contesta a Valverde di essere uno dei clienti del dottor Fuentes. Il fatto sarebbe provato dalla comparazione del DNA tra le sacche di sangue sequestrate al medico spagnolo con un prelievo effettuato a Valverde dal CONI dopo la tappa italiana dello scorso Tour de France. Valverde è stato convocato dalla Procura, e ieri si è presentato negli uffici del CONI, ma il giudice spagnolo Serrano, quello che ha seguito l'Operacion Puerto, ha cercato di bloccare tutto, contestando il metodo seguito dal CONI. Rapida la risposta del CONI con questo comunicato
" L’Ufficio di Procura Antidoping, preso atto del provvedimento emanato
in data odierna dal Giudice Istruttore 31 di Madrid, ritiene non
fondate le eccezioni sollevate in quanto gli atti dell’inchiesta,
cosiddetta “Operacion Puerto”, sono stati acquisiti nel pieno rispetto
delle norme vigenti, anche in materia di rogatorie internazionali.
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La storia del presunto (o quasi certo) coinvolgimento di Alejandro Valverde nell'Operacion Puerto, la rete del doping dove sono rimasti invischiati anche Basso e Ullrich, sembrava definitivamente archiviata. Invece oggi è arrivata la notizia che Valverde dovrà presentarsi alla Procura Antidoping del CONI il 16 febbraio: durante lo scorso Tour de France il corridore è stato sottoposto ad un controllo il gionro della tappa italiana, a Pratonevoso. I dati ricavati sono stati confrontati con quelli delle sacche di sangue rinvenute al dottor Fuentes. Dalla comparazione è emerso che il DNA di Valverde risulta identico a quello di alcune sacche, rivelando la colpevolezza del corridore. Meglio tardi che mai!
Le dichiarazioni di Valverde: "A seguito delle notizie diffuse dai media italiani tengo a precisare che non ho ricevuto, nè io nè la squadra, nessuna comunicazione dal CONI. Rinnovo comunque la mia disponibilità a comparire davanti a tuti gli organismi che chiedono la mia presenza per chiarire la mia posizione. Tengo a precisare che i controlli effettuati a Pratonevoso non hanno rivelato nessun dato anomalo. Ignoro con quali altri dati debbano essere comparati per risalire ad un eventuale tentativo di doping. Nel caso ipotetico che i controlli subiti al Tour servissero come base per imputazioni derivate dall'Operacion Puerto non posso che ripetere un'altra volta che mi sono dichiarato più volte disponibile a far confrontare i miei valori sanguigni con quanto è emerso dall'inchiesta, ma dietro una richiesta dell'autorità competente"
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