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mercoledì 18 novembre 2009 |
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La medaglia d'argento conquistata da Davide Rebellin ai Giochi Olimpici di Pechino sta per essere cancellata dagli albi d'oro del Comitato Olimpico Internazionale per la positività al Cera riscontrata in un riesame dello scorso aprile. Quella che era la prima medaglia conquistata da un azzurro ai Giochi di Pechino diventerà invece la prima medaglia ritirata ad un nostro atleta in oltre un secolo di Olimpiadi. Un'onta che il nostro sport non aveva ancora conosciuto.
Il CIO ha infatti disposto ufficialmente il ritiro della medaglia, del diploma e la cancellazione del nome di Rebellin dall'ordine d'arrivo. La medaglia d'argento passerà così a Fabian Cancellara, il bronzo a Alexandr Kolobnev. I guai di Rebellin però non finiscono qui: il CONI oltre alla restituzione dei 75000 euro ricevuti dal corridore come premio per la medaglia, è intenzionato a fargli causa.
«Certo, c’è grande rammarico - ha commentato ieri Renato Di Rocco, presidente della Federciclismo - perché la richiesta del Cio significa la conferma dei sospetti di doping su Rebellin. La sua vicenda rappresenta il danno di immagine più grave mai subìto dal ciclismo italiano nella sua storia. Di fronte a un caso del genere non possiamo che assumere una posizione di fermezza e di condanna. Sperando sempre che sia l’ultimo...».
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sabato 14 novembre 2009 |
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La vicenda Sella - Priamo continua a far parlare. Mentre il primo è già tornato a correre, il secondo è ormai un ex corridore con una pesante squalifica di 4 anni da scontare e un presente da cameriere.
Il TAS nella sua sentenza di pochi giorni fa ha ribaltato quanto decretato dal Tribunale Nazionale Antidoping, che aveva assolto Priamo, accusato da Sella di essere il fornitore dei farmaci dopanti che avevano portato alla sua sospensione. Finalmente Matteo Priamo prende la parola e dice la sua sulla vicenda: noi non vogliamo giudicare se il ragazzo sia colpevole o no, vogliamo solo dare spazio ad una voce in più su una vicenda che ancora non appare completamente chiarita. Soprattutto una cosa di quanto dice Priamo ci sembra sensata: è quando dice che si è creato un precedente pericoloso. In effetti ogni corridore inciampato nell'antidoping, come Sella, può cavarsela inguaiando qualcun altro, magari non più colpevole di lui. E' una disparità di trattamento, quella riservata a Sella e Priamo, che inquieta.
Ecco le dichiarazioni di Priamo:
"Da cinque mesi faccio il cameriere e invece avrei voluto correre in
bici. Ho speso 20 anni della mia vita in sella e ho pagato 25 mila euro
all'avvocato per difendermi da questa storia e alla fine sono rimasto
senza lavoro: mi hanno condannato senza prove. Io non mi sono mai
dopato. Sono accusato di aver ceduto doping al mio ex compagno Sella.
Ma non ci sono prove. Lo dice il verbale della Guardia di Finanza: nel
giorno della perquisizione "non si può constatare se Priamo si trovava
a casa o in auto". Infatti ero in auto verso la palestra di Cittadella,
per allenarmi. E' stato creato un
precedente pericoloso. Sono stato condannato per le
accuse di un altro imputato che, guarda caso, ha già ricominciato a
correre e a vincere. Io invece ho chiuso con il ciclismo. Non avevo fiale di Clenil a casa
ma solo stick di plastica
della medicina che serviva agli aerosol di mio padre per curare la
bronchite. Lo stesso per la pomata di mia madre con un principio attivo
di un anabolizzante».
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giovedì 12 novembre 2009 |
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Matteo Priamo è un corridore di cui si è parlato tanto per questioni poco nobili e poco per gesta atletiche. La sua vicenda è legata a quella di Emanuele Sella: al Giro 2008 erano compagni di squadra alla CSF ed entrambi andarono oltre l'immaginabile nella corsa rosa. Sella dopo un paio di cadute che gli costarono un quarto d'ora in classifica vinse tre tappe con fughe una più improbabile dell'altra, Priamo uscì dal nulla per aggiudicarsi il traguardo di Peschici. Tutta la CSF in generale volava, con grandi dubbi da parte di tutto l'ambiente. A luglio arrivò il controllo a sorpresa che incastrò Sella. Il vicentino accusò Priamo di avergli fornito il farmaco incriminato, la famosa Cera. Sulla vicenda si era espresso il Tribunale Antidoping nazionale, che aveva assolto Priamo, mentre curiosamente Sella se la cavava con un solo anno di squalifica per aver fatto i nomi di altri atleti coinvolti.
L'ultima parola però l'ha scritta il TAS, il Tribunale dello Sport di Losanna, quello che presto dovrà decidere anche il futuro di Valverde. La sentenza del TAS ribalta quella del Tribunale nazionale, condannando Matteo priamo ad una squalifica di 4 anni, come era stato richiesto in prima istanza dalla Procura del CONI. La squalifica decorre dal 27 febbraio 2009, giorno in cui il Tribunale nazionale aveva assolto e reintegrato Priamo, e scadrà quindi nel 2013.
L'altra notizia che conferma che qualcosa di strano in CSF era avvenuto in quel Giro, arriva dal riesame di 82 campioni prelevati durante la corsa rosa 2008: i nuovi test che permettono di individuare il Cera hanno rilevato 6 o 7 casi di positività. Non ci stupiremmo se fossero tutti, o quasi, della squadra reggiana.
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