| Mondiali 2009, le interviste |
| sabato 26 settembre 2009 | |||||||
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Ormai in prossimità della gara più attesa, quella dei professionisti, ecco il nostro consueto giro di interviste con cui concludiamo ogni speciale che anticipa i grandi eventi.
Philippe Gilbert: "Essere tra i grandi favoriti è una motivazione supplementare per me. L'importante sarà arrivare agli ultimi due giri avendo speso il meno possibile. Io avrò De Greef e Monfort che dovranno stare sempre con me e proteggermi per tutta la corsa. Dopo, a 20 km dall'arrivo, comincerà la corsa vera. Il favirito? E' Cunego e l'Italia. Hano uno scalatore vero e cercheranno di fare le salite forte per selezionare il gruppo. Non bisogna dimenticare però Boasson Hagen: gli ho visto fare dei numeri che non avevo mai visto fare a nessuno. Cancellara non so se riuscirà a ricaricarsi psicologicamente dopo lo sforzo per la cronometro di giovedì."
Carlo Bomans, Ct Belgio: "Ognuno farà la propria corsa in funzione di quella di Gilbert. Questo significa che un corridore belga potrà sempre inserirsi nei tentativi di fuga" Josè de Santos, Ct Spagna: "Su un percorso come questo, con i corridori che abbiamo l'obiettivo non può che essere la vittoria. Il nostro uomo di punta è Valverde. Sta andando molto forte come ha dimostrato alla Vuelta. Non credo che risentirà dello sforzo della Vuelta, perchè ha corso con molta regolarità, senza dover fare delle imprese. Valverde però non è la nostra unica possibilità. Freire è un corridore che si conosce come pochi, se dice che sta molto bene è perchè è così e bisogna tenerlo in conto. Quanto a Samuel Sanchez lui è diventato campione olimpico su un percorso come quello di Pechino che era molto selettivo, come lo è questo. Non ci saranno problemi per determinare i ruoli, abbiamo un gruppo molto unito, e così anche tra i leader. L'importante è comunicare, non commettere gli errori dell'anno scorso quando non ci siamo parlati bene."
Samuel Sanchez: "Il circuito è molto esigente, ma penso che Freire potrebbe vincere in un gruppo di una ventina di corridori."
Alejandro Valverde: "Abbiamo cambiato hotel andando dall'Italia alla Svizzera per evitare controlli notturni o ispezioni spettacolarizzate, ma non ho niente da nascondere, solo alla Vuelta ho subito 16 controlli e dall'inizio dell'anno più di 40. Credo che il favorito sia Cunego, l'Italia correrà tutta per lui"
Damiano Cunego: "La Spagna è una squadra allestita bene e ricca di campioni e Valverde alla Vuelta andava fortissimo. Abbiamo entrambi un bello spunto, non so se lui preferirebbe arrivare da solo o in un gruppo ristretto. Normalmente è un tipo scaltro: difficilmente va a riprendere un attaccante negli ultimi chilometri, ma si risparmia facendosi riportare sotto dai compagni di fuga. Così facendo si prende dei rischi: o l'attacco va in porto e lui perde l'occasione oppure, se lo strappo viene ricucito, vince lui. Una volta però sono riuscito a batterlo in volata"
Alessandro Ballan: "La certezza di fare risultato non può esserci mai nelle corse in generale, nel Mondiale ancora di meno: troppe componenti, troppe varianti possono incidere sull'esito della gara iridata. L'importante, però, è essere sicuri di essersi preparati al meglio, senza trascurare alcun dettaglio: in questo Ballerini è maestro e di conseguenza anche i corridori ricevono una sensazione di sicurezza e tranquillità. Non rientro tra i favoriti per il successo? Nessun problema. Anche perchè in corsa gli avversari mi controlleranno costantemente col ricordo dello scorso anno. Dalla mia, però, avrò il fatto di aver corso meno degli altri a causa del virus che mi ha colpito in primavera: potrei essere il più fresco di tutti"
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