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mercoledì 07 luglio 2010 |
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Sabato 24 luglio - 19° tappa Tour de France 2010: Bordeaux - Pauillac 52 km (cronometro individuale)
Siamo arrivati alla cronometro conclusiva, a 24 ore dalla passerella finale parigina. E' questa l'unica crono lunga di questo Tour, che ha offerto una chance agli specialisti delle prove contro il tempo solo nel prologo. Si corre su una distanza ampia, 52 km, su un tracciato favorevole alle grandi velocità. I primi 10 km sono all'interno della città e della periferia di Bordeaux, poi la corsa si sposta nella campagna circostante, vicino al fiume Gironda, per arrivare a Pauillac, che ospita il Tour per la prima volta. Il tracciato è favorevole agli specialisti, lunghi rapporti e velocità costantemente sui 50 all'ora. Bisogna dire che siamo a fine Tour, un Tour duro e con tante salite. Questo, come accade sempre, livellerà i valori, e consentirà ai non specialisti di difendersi assai meglio che in una crono posta nelle primissime tappe.
Tra gli uomini di classifica, Evans, Wiggins, Menchov, sono quelli che possono puntare maggiormente su questa tappa, ma un corridore come Contador potrebbe pareggiare i conti con loro. Discorso diverso per Andy Schleck e Basso, che potrebbero pagare tra 1 e 2 minuti nel confronto con gli altri.

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martedì 06 luglio 2010 |
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Venerdì 23 luglio: 18° tappa Tour de France 2010 Salies de Bearn - Bordeaux 198 km
Siamo ormai in conclusione di Tour de France e la corsa propone oggi una giornata tranquilla. Tutte le montagne sono ormai alle spalle e per gli uomini di classifica rimane solo l'appuntamento con la cronometro di domani. Questa tappa numero 18 è completamente pianeggiante e sembrerebbe adatta ad una volata, ma sia a fine Tour e la soluzione più classica in questi casi è la fuga da lontano di uomini fuori classifica. E' una tappa da Flecha, da Ballan, Gerrans. Tutti corridori fuori classifica, ma forti e che possono emergere a fine Tour.
Per Bordeaux sarà l'80° volta come città del Tour, mentre la sede di partenza Salies de Bearn una sola volta aveva visto la Grande Boucle sulle sue strade, nel lontano 1939.

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lunedì 05 luglio 2010 |
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Giovedì 22 luglio - 17° tappa Tour de France 2010: Pau - Col du Tourmalet 174 km
Siamo all'ultima occasione per gli scalatori. Il traguardo è di quelli mitici, il Tourmalet, ed attenzione: non si arriverà a La Mongie, a qualche km dalla cima della montagna, ma si salirà dal versante opposto arrivando fino sulla vetta. Un traguardo che si è visto una sola volta in tutta la storia del Tour de France, nel 1974 (vittoria di Danguillaume). Il Tour ha deciso di portare il traguardo fin lassù per festeggiare i cento anni dalla prima scalata dei Pirenei, affrontati dagli eroi del ciclismo degli albori nel lontano 1910. E per festeggiare non si poteva non arrivare sul Tourmalet, la montagna pirenaica più leggendaria, scalata ben 73 volte nel corso della storia della Grande Boucle. L'inserimento del Tourmalet nel percorso del Tour è leggendario: il gran patron Desgrange mandò in avanscoperta il suo inviato Alphonse Steines per valutarne la transitabilità. Steines, dopo aver scavalcato la montagna a piedi sotto quattro metri di neve, essere finito in un torrente gelato rischiando di morire, mandò un telegramma a Desgrange dicendo "è tutto a posto, il Tourmalet si può fare".
La tappa prevede tre grandi salite, Col de Marie Blanque, Soulor e il Tourmalet. Marie Blanque e Soulor sono salite discretamente impegnative, ma probabilmente i big si muoveranno solo sulla salita finale. Solo una situazione di classifica particolare potrebbe accendere la corsa prematuramente, sul Soulor. Più prevedibilmente fin lì sarà una fuga da lontano a tenere banco, con corridori fuori classifica, interessati ai GPM, o qualche compagno dei big per fare da testa di ponte. La corsa vera presumibilmente sarà sui 20 km di salita finale verso la cima del Tourmalet. E' una salita regolare, che fa paura per la lunghezza e per il caldo che spesso la caratterizza. Quello che accadrà dipenderà però molto dalla situazione di classifica: basti ricordare il Mont Ventoux dello scorso anno, atteso con trepidazione, ma risultato una mezza delusione.


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martedì 29 giugno 2010 |
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Martedì 20 luglio - 16° tappa Tour de France 2010: Bagneres de Luchon - Pau 199 km
Tante vette mitiche in questa terza tappa sui Pirenei, ma alla fine non dovrebbe cambiare molto nelle economie del Tour de France. Le salite sono tutte nella prima parte del percorso, e gli ultimi 60 km sono interamente in discesa e pianura. Se non succede un cataclisma è impossibile ipotizzare un attacco di uomini importanti in questa giornata. Purtroppo ogni anno il Tour continua a proporci almeno una tappa di montagna disegnata così, con tutte le salite nella prima metà del percorso. Comunque accontentiamoci, perchè a parte questa, tutte le altre tappe di montagna di questa edizione sono men strutturate.
Il tracciato prevede la classica sequenza di salite Peyresourde, Aspin e Tourmalet (vetta del Tour) ad inizio tappa. L'ultima salita è l'Aubisque, passo a cui si giunge dopo aver scalato il Soulor inframezzato da una brevissima discesa. Da qui ci saranno 60 km per andare all'arrivo e quindi se un corridore importante si muovesse in salita ci sarebbe tutto il tempo per farlo cuocere ben bene ed andarlo a riprendere nel finale.
La nostra previsione per questa tappa è una fuga da lontano di uomini di non altissima classifica: potrebbe essere un'ottima occasione per corridori che sono intorno alla quindicesima - ventesima piazza nella generale, che hanno un po' di libertà e possono risalire posizioni. Sarà una giornata importante per la maglia a pois, sempre amatissima e in grado di dare grande visibilità: essendoci quattro salite sulle quali non si confronteranno gli uomini di classifica, qui gli altri pretendenti alla maglia possono costruire un gran monte-punti.
La storia del Tour è molto legata a Pau, così come a tutto il percorso di questa tappa: per la cittadina dei Pirenei Atlantici sarà la 63° occasione di ospitare la corsa. Il primo vincitore a Pau fu Alfredo Binda. Il Trombettiere di Cittiglio andò al Tour una sola volta, nel 1930, e pareva avviato verso la vittoria finale quando si ritirò in rotta con i vertici della Federazione: il solo errore di cui il campione si pentirà per tutta la vita.

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