Più di mille km, una settimana di corsa e due corridori appaiati con lo stesso tempo in vetta alla classifica. E' il risultato della Tirreno Adriatico 2010, che ha visto la vittoria di Stefano Garzelli, premiato dagli abbuoni ai traguardi volanti che gli hanno consentito di appaiare Scarponi e superarlo grazie alla somma dei piazzamenti nelle varie tappe. Scarponi si è così visto sfilare la maglia azzurra di leader nel modo più amaro possibile.
La tappa finale di San Benedetto del Tronto è andata ad Edvald Boasson Hagen, un altro in forma Sanremo. Nella prima parte se ne è andato Kadri, ma il gruppo è tornato presto compatto senza altri tentativi di fuga. Fondamentali così sono diventati i traguardi volanti nel circuito di San Benedetto, in una corsa che è diventata simile ad una prova su pista. Scarponi si è affidato ai compagni più veloci, come Ginanni, per cercare di togliere più secondi possibile dal tavolo, ma Garzelli, con il supporto di un grande Paolini, ha artigliato due terzi posti da un secondi ciascuno che gli hanno fatto colmare precisamente i due secondi di distacco in classifica. Così la partita è passata in mano a Garzelli, forte di piazzamenti migliori, la discriminante valida a parità di tempo. Prima della volata conclusiva poi si è assistito alla caduta che ha tolto di mezzo Cavendish all'inizio dell'ultimo giro: davvero un periodo duro per il campione della Columbia. Lo sprint è stato lanciato da Boasson Hagen che stringendosi alle transenne ha ostruito la strada a Petacchi. Quando AleJet si è rifatto largo più a centro strada era ormai troppo tardi: successo al norvegese e bella terza piazza di Sacha Modolo, un ragazzo davvero convincente in queste prime corse tra i pro. Non si sono visti Boonen e Freire, ma il loro appuntamento è per sabato.
All'interno le classifiche e le dichiarazioni di Garzelli e altri corridori.
A Macerata vince Ignatiev; Stefano Garzelli a 2'' da Scarponi
E' una Tirreno Adriatico che si gioca sul filo dei secondi. Stefano Garzelli ha lanciato la sua offensiva a Scarponi sul muro finale di Macerata, trovando una defaillance quasi impercettibile del marchigiano che gli ha permesso di limare fino a -2 secondi di ritardo in classifica generale. Domani sarà tappa per velocisti, ma basterebbe un abbuono ad un traguardo volante o un buco nel finale per rimettere tutto in gioco. Intanto a Macerata ha trionfato Mikhail Ignatiev, che finalmente ha dato un sorriso alla Katusha ed è riuscito a monetizzare una delle sue innumerevoli fughe.
Ignatiev è stato il più forte di una fuga di 12 in cui si era infilato anche Tom Boonen, in cerca di fatica per affinare la condizione, oltre Burghardt, Lovkvist, Spilak. La Androni di Scarponi non si è dannata per rincorrere, sperando che i fuggitivi potessero fare piazza pulita degli abbuoni. Sul circuito finale di Macerata, con due strappi brevi ma impegnativi, Liquigas, BMC e Acqua e Sapone hanno dato maggior vita all'inseguimento, mentre davanti Ignatiev piazzava l'assolo ad una decina di km dal traguardo. Garzelli e Scarponi si sono confrontati sul muro conclusivo verso il traguardo di Macerata, ma la maglia azzurra non ha ceduto niente. Quando Evans ha rilanciato in vista dell'arrivo, però solo Garzelli ha risposto presente mentre Scarponi si è leggermente sfilato. Al traguardo, con Ignatiev vittorioso per una manciata di secondi, Garzelli ha agguantato un prezioso abbuono, aggiunto a 2'' di ritardo di Scarponi. Risultato che consegna una classifica con l'uomo della Androni in testa per 2 soli secondi. Bravo e regolare, come sempre, Evans, molto meglio di un Nibali che non è riuscito a fare quanto sperato in questa Tirreno.
All'interno classifiche, foto, interviste e video.
Alberto Contador ha vinto per la seconda volta la Parigi Nizza. L'ultima frazione ha visto il successo di Amael Moinard, vincitore anche della classifica dei GPM. Il corridore della Cofidis ha inscenato una fuga da lontano col connazionale Thomas Voeckler. I due hanno conservato un piccolo vantaggio sul gruppetto dei migliori fino a Nizza, dove Moinard ha avuto la meglio allo sprint grazie all'errore di Voeckler che è partito troppo lungo. Contador non ha avuto particolari problemi a conservare la maglia di leader e vincere la corsa. Fino all'inizio dell'ultima salita, il Col d'Eze, la Caisse d'Epargne ha aiutato la Astana a tenere il comando del gruppo, poi è stata la volta della Katusha che ha preparato l'affondo di Joaquim Rodriguez. Contador non ha tentennato: l'ha ripreso, si è messo in testa e i problemi sono stati per gli altri. Solo Rodriguez e Valverde sono rimasti a ruota, mentre Luis Leon Sanchez, Kreuziger e gli altri uomini di classifica sono riusciti a rientrare nella discesa finale verso Nizza. Qualche allungo di Luis Leon Sanchez non ha modificato la situazione e a Valverde non è rimasto che sprintare per la terza piazza, a poche pedalate dai due francesi in fuga.
Contador vince così la corsa nonostante una squadra abbastanza modesta: particolarmente deficitario l'apporto di Pereiro, che sta correndo da due mesi ma è ancora in condizioni pessime. Valverde e compagni hanno portato la sfida con Contador sulla salita secca, dove non potevano che essere sconfitti, anzichè approfittare della debolezza della Astana ed attaccare fin dalla prima salita, il Col de la Porte.
La Tirreno Adriatico si appresta a vivere un finale incertissimo grazie ad uno Stefano Garzelli che si è riportato ad appena 10'' da Michele Scarponi. La tappa odierna a Colmurano è andata a Enrico Gasparotto, abile ad avvantaggiarsi prima del muro finale e deciso in volata nel battere Garzelli, Iglinsky e Evans che si erano riportati su di lui.
La tappa, accorciata e leggermente alleggerita nell'altimetria rispetto a quanto preventivato per l'impraticabilità di alcune strade, ha visto il transito sul GPM di Sasso Tetto, in un mare di neve, del fuggitivo solitario Marco Pinotti, reduce da una fuga da lontano. Pozzovivo ha provato a scuotere il gruppo, ma con ancora 50 km da percorrere, non c'è stata vera bagarre. La discesa bagnata per la neve in scioglimento ha visto scivolare la maglia azzurra di Scarponi e il compagno Serpa. Il colombiano è tornato subito a lavorare in testa al gruppo nonostante le numerose ferite al volto, un'immagine di fatica e sofferenza da ciclismo d'altri tempi. Lungo la discesa al comando della corsa il basco Oroz ha preso il posto di Pinotti, in un'azione apparsa poco significativa. Quando però ad una quindicina di km dal traguardo Gasparotto è uscito dal gruppo approfittando di una collinetta, in testa si è formata una coppia che ha datto filo da torcere al gruppo.
Bagarre solo per il successo di tappa nella penultima giornata della Parigi Nizza. Il leader della generale Alberto Contador ha passato una tappa relativamente tranquilla perchè i propositi battaglieri di Valverde non si sono tradotti in realtà. Il percorso non si è rivelato particolarmente selettivo, con salite pedalabili, ma Contador è rimasto con un solo compagno, Fofonov, abbastanza presto e dunque dalla Caisse d'Epargne era lecito attendersi un azzardo in più.
Tutto bene così per Xavier Tondo, spagnolo del Team Cervelo, che si è inserito in una fuga folta e di alto livello qualitativo, con uomini come Cunego, Tony Martin, Leipheimer, Chavanel e Kolobnev. Ad una quarantina di km dal traguardo Tondo ha iniziato ad accelerare e con lui sono rimasti in un primo momento solo Cunego e Gautier, finchè l'uomo in nero se ne è andato tutto solo. Una lunga cavalcata nella discesa e falsopiano finale, mentre tutti gli altri fuggitivi erano inesorabilmente ripresi dal gruppetto dei migliori. Valverde ha sprintato per la seconda piazza davanti al solito Peter Sagan, poderoso nella suo sprint di rimonta. Con l'abbuono Valverde si è portato a 14'' da Contador quando ci si appresta all'ultima frazione. Sarà una tappa di media montagna con il col d'Eze nel finale a chiudere la corsa.
La Tirreno Adriatico si conferma terreno di conquiste per Michele Scarponi. L'esuberante scalatore della Androni ha doppiato la splendida corsa di un anno fa con un attacco bellissimo nel finale di una tappa molto combattuta. La Sangemini - Chieti, lunga e con un percorso di continui saliscendi, ha portato allo scoperto i corridori più attesi che fin qui non avevano trovato terreno fertile. Prima Pozzato ha guidato per quasi 200 km una fuga con Wynants, Longo Borghini, Frapporti, Efimkin, Kiryienka e Ruben Perez. Acqua e Sapone e BMC hanno dato una scossa al gruppo riportandosi a ridosso dei battistrada sulla prima salita verso Chieti, dove Vinokourov ha fatto una fiammata che è servita poi a Gasparotto per lanciarsi al contrattacco con Serpa. Quando il colombiano è scivolato nella successiva discesa anche Gasparotto, rimasto solo a bagnomaria, è stato costretto a desistere.
E' la Parigi Nizza di Peter Sagan. Il ventenne slovacco della Liquigas ha vinto ancora, con un attacco meraviglioso nel finale di una tappa ondulata. Un affondo di forza e classe che lo consacra tra i talenti emergenti più limpidi che si siano visti nelle ultime stagioni. Un'ascesa folgorante, quella di Peter Sagan, ben due vittorie ed un secondo posto nelle cinque tappe in linea disputate, oltre ad un bellissimo prologo.
Gustov, Taarame, Calzati e Barredo hanno tentato l'azione da lontano, ma ai venti dall'arrivo una prima parte del gruppo ha annullato la fuga. Il percorso ha dato una scremata al gruppo, ma si è rivelato troppo facile per un attacco decisivo alla maglia gialla di Contador. Si è così arrivati ad un paio di km dal traguardo con un plotone ancora ben folto. E' bastato un dentello per innescare Sagan: lo slovacco è partito con un'azione saettante e nonostante il tentativo del gruppo è riuscito a conservare qualche metro rispetto alla volata del bravo Mirko Lorenzetto che ha superato Valverde.
Alla fine ora mancano due tappe di media montagna in cui soprattutto Valverde e Luis Leon Sanchez cercheranno di scalzare Contador.
All'interno le classifiche e le interviste a Sagan, Contador e Valverde.
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