Per il ciclismo ogni occasione è buona per farsi del male. L'ultimo pastrocchio è quello relativo alla partecipazione delle varie nazionali al Mondiale di Mendrisio di fine settembre. Non tutte le squadre ovviamente possono schierare lo stesso numero di corridori, il massimo consentito è di 9, tetto concesso per le 10 nazionali più forti. Qual'è il meccanismo che fa da discriminante per scegliere queste 10 potenze del ciclismo? Naturalmente la vituperata classifica Pro Tour, dalla quale emerge che tra le dieci squadre che avranno il massimo di corridori saranno comprese anche Lussemburgo e Norvegia, nazioni che non hanno neanche un numero sufficiente di corridori professionisti per comporre la squadra. Altre nazioni come Olanda e Francia, che non avranno dei campionissimi in questo momento, ma hanno un movimento importante, saranno invece costrette a presentarsi al Mondiale con soli 6 corridori visto che sono appena fuori dalle prime 10 posizioni della classifica Pro Tour per nazioni.
Le 10 nazionali che al Mondiale potrano schierare 9 corridori sono: Spagna, Italia, Belgio, Germania, Australia, Stati Uniti, Norvegia, Lussemburgo, Gran Bretagna e Russia. E' evidente che la classifica stilata così è influenzata dalle individualità più che dalla qualità complessiva del movimento ciclistico di un paese. Il Lussemburgo in questo momento ha tre campioni come Kirchen e i fratelli Schleck che garantiscono tantissimi punti Pro Tour, ma in Lussemburgo praticamente non ci sono altri professionisti oltre a loro tre. Stesso discorso per la Norvegia con Boasson Hagen e Hushovd.
Grazie a questa ennesima trovata geniale al Mondiale avremo un bel po' di corridori che non sono veri corridori, mentre francesi e olandesi che avrebbero portato squadre complete saranno tagliate a sei corridori.
Cinque tappe in linea e cinque volate nella prima parte di questa Vuelta Espana. Eppure i velocisti più attesi, da Boonen a Freire, da Bennati a Farrar, sono rimasti ancora una volta a bocca asciutta. Oggi è stato Borut Bozic, sloveno emergente del team Vacansoleil, a conquistare una bellissima vittoria con una volata lunghissima. Un premio meritato per la sua squadra che è ogni giorno attivissima ed ha dimostrato di valere le sfide del grande ciclismo.
La tappa è stata la meno monotona tra quelle viste fin qui: prima una fuga di J.A.Lopez, Pronk, A.Perez, B.Fernandez, stesse squadre, quasi tutte fuori dal Pro Tour, e quasi stessi corridori già all'attacco nelle prime frazioni. Poi il gruppo è tornato sotto, dopo che Tiralongo si era riportato tutto solo sui battistrada in un'azione dispendiosa e inutile. Gli ultimi km con qualche saliscendi hanno aperto una bella bagarre con una sequenza di scatti di corridori di rango. Prima Ballan ci ha provato con Breschel, poi si sono aggiunti De la Fuente e Gilbert. La Liquigas ha annullato tutto, ci hanno riprovato Moncutiè e Hoogerland, ma ancora gli uomini di Bennati non hanno concesso spazio. Peccato che il velocista aretino, ben piazzato al momento dello sprint, non abbia finalizzato. Borut Bozic ha anticipato tutti con una progressione di grande potenza e resistenza e gli altri si sono dovuti accodare con Farrar e Bennati nell'ordine.
Da segnalare un piccolo frazionamento con tutti i big che però hanno chiuso nelle prime posizioni. Con Greipel in testa alla classifica ora comincia la Vuelta di chi vorrà indossare la maglia amarillo di Madrid. Domani crono di 30 km, primo vero test per Basso, Valverde, Evans, Samuel Sanchez e Mozquera, i grandi favoriti alla vittoria finale.
La Vuelta Espana sta dando la giusta consacrazione al tedesco Andrè Greipel, secondo uomo più vitotrioso della stagione dietro al compagno Cavendish. Finalmente dopo una valanga di vittorie minori Greipel sta trovando la giusta marcia anche in una grande corsa comla Vuelta. Martedì a Liegi era stato fortunato, oggi invece ha strabattuto Tom Boonen in un testa a testa reale.
La Vuelta è passata dal freddo del Belgio ai 37 gradi con cui la corsa è ripartita quest'oggi dalla Spagna. Protagonisti di una giornata che è passata abbastanza tranquilla sono stati El Fares, J.Sanchez, J.A.Lopez, S.Martinez e Pronk che hanno guidato a lungo ma senza infastidire più di tanto il gruppo che difatti è tornato compatto senza grandi difficoltà. Lo spunto più bello l'ha regalato Philippe Gilbert, che ha approfittato di un piccolo dislivello nel finale per guadagnare una ventina di secondi, venendo però annullato a 3 km dalla fine. La volata è stata disturbata da una caduta di Ciolek poco dopo l'ultimo km che ha spezzato il gruppo, ma è stata comunque la più lineare di quelle viste fin qui. Bennati si è trovato davanti un po' presto ed ha finito per mostrare il fianco a Boonen e Greipel che gli erano a ruota. Il tedesco ha passato l'ex iridato con grande sicurezza trionfando largamente.
Con questa vittoria Greipel passa anche al comando della generale. Domani altra tappa facile, quindi nel weekend si accenderà la Vuelta degli uomini di classifica con la crono di sabato e il traguardo in salita di domenica. Da verificare le condizioni di Mozquera, il più malconcio tra i corridori rimasti coinvolti nella maxicaduta di Liegi.
Si fa sempre più concreta l'ipotesi di una convocazione di Maurizio Biondo per i Mondiali a cronometro di Mendrisio. Biondo si è segnalato come uno degli atleti italiani con più margini nelle crono avendo conseguito risultati interessanti in gare internazionali. Non è un caso che abbia battuto grandi specialisti come Andreas Kloden e Laszlo Bodrogi.
Nei
giorni scorsi Biondo, vincitore quest'anno della Ronde Van Drenthe, della tappa
a cronometro del Giro di Danimarca e medaglia di
bronzo al campionato italiano a cronometro, si è recato in Svizzera con i
tecnici della Federazione Ciclistica Italiana proprio sul percorso che il 24
settembre assegnerà il titolo di campione del mondo a cronometro:
"Girare sul
percorso del mondiale è stato emozionante - ha
raccontato Maurizio Biondo - mentre ero sul percorso pensavo quando sarò
in azione il 24 settembre. Il tracciato mi ha dato delle belle
inpressioni, si addice alle mie
carateristiche perchè non è tutto piatto
ma è un misto di falsopiani a scendere e falsopiani salire. Il circuito prevede anche uno strappo che
sul finale può far male. Considerando che dopo questa difficoltà il percorso è ancora
pianeggiante ci vorrà forza ma allo stesso
tempo una buona frequenza di pedalata per non rischiare di appesantirsi e
piantarsi e non trovare più il ritmo.
Anche perchè
49
km di gara a
cronometro sono tanti. Il percorso
sembra molto veloce ma penso che dopo il
secondo giro si farà sentire molto sulle gambe". Come si sta
preparando all'appuntamento: "L'avvicinamento al mondiale procede con regolarità; sono già a buon punto e fisicamente mi sento
molto bene. Sto lavorando con molta
determinazione e i test mi danno ragione.
Adesso ho 20 giorni per affinare la mia condizione; domenica corro per cercare ritmo. Poi, fino al mondiale, non penso di partecipare ad altre gare; forse correrò a Prato ma questa
valutazione è rimandata più
avanti".
La convocazione ufficiale di Maurizio Biondo da parte del
cittì Franco Ballerini è prevista tra una decina di giorni.
Nel giorno di riposo Alejandro Valverde e Samuel Sanchez fanno il punto della situazione sulla prima parte di Vuelta Espana, su obiettivi e rivali. "E' stato bello vedere che la Vuelta Espana ha riscosso tanto successo fuori dal nostro paese" racconta Valverde. "L'ambiente era incredibile, in tutte le tappe c'era un publbico paragonabile a quello del Tour de France. L'aspetto negativo è la pericolosità dei percorsi, ma sappiamo bene che in Olanda e Belgio è difficile trovare delle strade che non abbiamo rotonde e spartitraffici in continuazione. Alla fine l'importante è aver finito queste quattro tappe senza problemi. Ieri quando c'è stata la caduta ero intorno alla trentesima posizione, sono riuscito a frenare e pensavo di aver evitato la caduta quando un corridore da dietro mi è venuto addosso. Comunque non ho problemi, solo un leggero dolore al gluteo.
In questa Vuelta credo che il mio rivale principale sarà Ivan Basso. Lo vedo molto forte e concentrato sulla corsa. Ora che torniamo in Spagna inizierà la vera Vuelta: la prima tappa importante sarà la crono di Valencia ma credo che per vedere i primi distacchi importanti si dovrà aspettare il giorno dopo, all'Alto de Aitana".
E' stato un finale drammatico quello della quarta tappa della Vuelta Espana 2009 con arrivo a Liegi. Una maxicaduta avvenuta a circa 2 km e mezzo dall'arrivo ha consegnato una facile vittoria a Andrè Greipel. La tappa è stata segnata dalla pioggia caduta copiosamente sulle strade del Belgio, con conseguenza le numerose cadute. Tra i coinvolti anche Fuglsang, il giovane uomo di classifica della Saxo che è stato costretto ad un lungo inseguimento aiutato anche da Franck Schleck. In quattro hanno tentato l'avventura da lontano, su un tracciato dal sapore di classica con i due passaggi sul Cauberg ed il finale intorno a Liegi: Ramirez, Boom, Lagutin e Roels.
Vincitore a sorpresa per la terza tappa della Vuelta Espana 2009. Il neozelandese Greg Henderson ha approfittato della confusione creatasi nel finale per vincere sul traguardo di Venlo, ancora in Olanda. La tappa è stata caratterizzata da una fuga a tre di Hoogerland, Boom e Rosendo, con quest'ultimo che è stato l'ultimo a farsi raggiungere dal gruppo a 15 km dal traguardo. Quickstep e Columbia si sono incaricate di guidare lo sprint ma una chicanea 700 metri dall'arrivo ha scombinato i piani. Due corridori della Vacansoleil, tra cui Bozic, hanno approfittato della doppia curva per lanciarsi con qualche metro di vantaggio con a ruota Henderson del team Columbia. Bozic è rimasto al vento troppo presto e Henderson ha avuto gioco facile nel saltarlo e conquistare la vittoria in uno sprint che praticamente è stato a due con tutti gli altri tagliati fuori già dalla doppia curva. Freire ha conquistato la terza piazza e Cancellara, visto che i suoi inseguitori in classifica non conquistano abbuoni, può festeggiare un altro giorno in maglia amarillo.
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