Il maltempo ha giocato un brutto scherzo ai velocisti della Tirreno Adriatico. La prima tappa della corsa dei Due Mari, la Livorno - Rosignano che pareva a loro promessa, si è risolta invece in favore di Linus Gerdemann che ha approfittato della pioggia e del freddo che ha creato una piccola selezione.
All'inizio è stato Grabovskyy ad imporsi come protagonista assoluto con una fuga che si è protratta per oltre 100 km nel solco della tradizione battagliera del Team Isd. Ricuciti i 10 minuti guadagnati dall'ucraino, sui saliscendi dei passaggi finali da Rosignano Marittimo è stato un susseguirsi di scatti. Prima Urtasun con Terpstra, quindi Canuti, Taborre, Flecha, finchè in un tratto di falsopiano Paolini ha propiziato l'azione decisiva con Breschel, Lastras e Gerdemann. Il quartetto ha guadagnato una decina di secondi nella discesa finale bagnata, quindi il Team Sky ha riportato il gruppo sotto ma non ha saputo completare l'opera. Un buco di un uomo in nero ha riconsegnato venti metri a Paolini e compagni che si sono così giocati la tappa. Gerdemann è stato abile ad attendere in ultima ruota e bruciare Lastras negli ultimi metri. La volata del gruppo è andata ad Hutarovich su Rojas, a dimostrazione dello sparpaglio che la pioggia ha creato, soprattutto tra i velocisti di punta e le loro squadre. in grave ritardo Cavendish, attardato già ad una ventina di km dal traguardo.
Da segnalare purtroppo anche la non partenza di Massimo Giunti: il corridore della Androni è stato beccato positivo alla solita EPO in un controllo di cui si sono avuti quest'oggi i risultati.
All'interno le classifiche, interviste, video e la scheda di Gerdemann.
Anche nella seconda tappa della Parigi Nizza 2010 non si è riusciti ad assistere ad una volata pulita tra gli sprinter più attesi, Greipel e Chicchi. Colpa di una caduta che ha rimescolato le carte favorendo il successo di William Bonnet. La tappa è stata abbastanza tranquilla, con una fuga di De Koert, Mangel, Mouris e Finetto che il gruppo ha tenuto sotto controllo ed annullato. Nel finale un volenteroso Gautier ha tenuto la testa per qualche km con un attacco impossibile, quindi la caduta. Poco dopo il triangolo rosso dell'ultimo km il gruppo si è diviso in due lingue per uno spartitraffico decisamente corposo: all'uscita il contatto e la caduta nelle prime posizioni. Chi era davanti a tirare la volata ai velocisti deputati è rimasto avvantaggiato. Così tutto si è risolto in un testa a testa tra il giovane Sagan della Liquigas e Bonnet della Bouygues, con il francese che ha prevalso di pochissimo in rimonta. Tra i caduti da segnalare anche Tony Martin. Lars Boom conserva la leadership della classifica, che dovrebbe essere messa in palio giovedì nell'arrivo in salita di Mende.
Decisamente più movimentata del previsto la prima tappa della Parigi Nizza 2010. L'altimetria completamente piatta poteva far immaginare una scontata giornata di trasferimento, invece il finale è stato molto incerto a causa del vento. Dopo una fuga da lontano di Gilbert insieme a Veelers, la Caisse d'Epargne ha provato a spezzare il gruppo favorita dal vento. Il forcing di Josè Ivan Gutierrez e Luis Leon Sanchez ha prodotto il break, con una ventina di uomini rimasti davanti, tra cui il vincitore del prologo Boom ma non Contador. Lo spagnolo della Astana ha avuto anche la sfortuna di finire sull'erba a bordo strada dopo un contatto con Haussler, per fortuna senza conseguenze. Il gruppetto al comando ha guadagnato fino ad una trentina di secondi di vantaggio, perdendo qualcosa nel finale quando Gutierrez ha terminato la benzina. All'ultimo km Tony Martin ha lanciato l'attacco da finisseur con un rapporto impossibile, Sanchez ha riportato tutti sotto e a beneficiarne è stato Gregory Henderson, il neozelandese del Team Sky. Henderson ha sfruttato la ruota di Grega Bole che ha lanciato la volata, superando il bravo sloveno della Lampre per un soffio.
All'interno classifiche e interviste. Contador: "Spero di poter ripartire"
E' l'olandese Lars Boom il primo capoclassifica della Parigi Nizza 2010. Il giovane talento olandese, già campione del mondo della crono e del ciclocross, ha fermato il cronometro sul tempo di 10.56'' negli 8 km di prologo che hanno aperto la corsa a tappe francese. Si è rivisto un grande Jens Voigt: il tedesco sembrava avviato al viale del tramonto dopo il pauroso incidente dello scorso Tour de France, ma ha ancora qualche cartuccia da sparare. Leipheimer e Contador si sono appaiati a 6'' e la grande sorpresa di giornata è stato il neopro della Liquigas Peter Sagan, ad appena 10''. Notevole anche la prova dell'altro neopro Richie Porte, grande talento australiano. Ci si aspettava qualcosa in più da Luis Leon Sanchez e soprattutto da Valverde, mentre Cunego ha perso un minuto netto.
Domani la prima tappa in linea con una probabile volata: Chicchi è atteso come miglior sfidante del plurivittorioso di stagione Greipel.
All'interno le interviste a Contador, Valverde e Sanchez.
1 Lars Boom (Ned) Rabobank 0:10:56
2 Jens Voigt (Ger) Team Saxo Bank 0:00:03
3 Levi Leipheimer (USA) Team RadioShack 0:00:06
4 Alberto Contador (Spa) Astana
5 Peter Sagan (Svk) Liquigas - Doimo 0:00:10
6 Xavier Tondo (Spa) Cervélo Test Team
7 David Millar (GBr) Garmin - Transitions 0:00:11
8 Luis-Leon Sanchez (Spa) Caisse d'Epargne 0:00:12
9 Roman Kreuziger (Cze) Liquigas - Doimo 0:00:13
10 Samuel Sanchez (Spa) Euskatltel - Euskadi 0:00:15
Il kazako della Astana Maxim Iglinskiy ha vinto la quarta edizione dell'Eroica Strade Bianche davanti al vincitore della scorsa edizione Thomas Lovkvist.
La corsa dello sterrato sulle colline senesi ha offerto un bello spettacolo, grazie al tempo soleggiato e ad una starting list di altissimo livello. La corsa si è accesa ad una cinquantina di km dal traguardo quando la coppia della Liquigas Nibali - Oss ha strappato via un drappello con Garzelli e Rogers a cui si sono aggiunti poi Spilak e Ginanni. La situazione si è rimescolata sul penultimo tratto di sterrato, a venti km dall'arrivo di Siena: un Rogers in gran spolvero si è lanciato al comando da solo, raggiunto prima da Flecha e poi da un gruppetto di una ventina di uomini tra cui Pozzato, Cancellara e Lovkvist. Sull'ultimo settore di strada bianca Hesjedal e Pozzato hanno tentato di fare selezione sfruttando un dente durissimo, ma senza grande successo. E' stato invece un tratto in piano alle porte di Siena a favorire l'azione risolutiva: ancora Rogers è partito con Lovkvist, Iglinskiy e Hesjedal, mentre Pozzato e Ginanni si sono messi tardivamente ad inseguire riuscendo a raggiungere il quartetto all'ultimo km, all'imbocco dello strappo che ha portato i corridori in piazza del Campo. Esausti, il campione d'Italia e il vincitore del laigueglia, hanno dovuto subito mollare, mentre Lovkvist tentava un'azione di forza in fotocopia a quella dell'anno scorso. Stavolta però lo svedese ha trovato un coriaceo Iglinskiy che ha tenuto botta e con un'azione coraggiosa l'ha sorpassato nell'ultima curva del toboga finale. Vittoria quindi al kazako su Lovkvist e Rogers. Buona comunque l'impressione destata da Pozzato, che ha solo sbagliato i tempi. In grandissime condizioni è parso Rogers, mentre Cancellara sembra ancora un po' indietro.
All'interno la classifica e il profilo del vincitore.
Roberto Ferrari del Team De Rosa Stacplastic ha vinto in volata il Giro del Friuli 2010 davanti a Guarnieri e Enrico Rossi. Per Ferrari è la seconda vittoria consecutiva dopo quella di domenica al Gp Lugano. Grande velocista tra le categorie giovanili, Ferrari ha faticato nelle prime stagioni da pro, ma ora a 27 anni sembra aver trovato il primo saltino di qualità.
Il Giro del Friuli ha vissuto su una fuga di 24 atleti, tra cui Balloni, Baliani ed Enrico Rossi, azione annullata nel finale quando l'ultimo a cedere è stato Taborre.
Filippo Pozzato: “Nello sprint sono partito troppo lungo, ma onestamente non avevo nelle gambe la potenza giusta per impormi. D’altronde in questo esercizio specifico sono ancora un po’ indietro, anche se le sensazioni di oggi – soprattutto in salita – sono state veramente buone”.
E' un ottimo avvio di stagione quello di Giovanni Visconti. Se negli anni passati il siciliano stentava ad entrare in carburazione stavolta la partenza è avvenuta col piede giusto. Sul traguardo di Olbia Visconti ha superato allo sprint un gruppetto di una ventina di uomini aggiudicandosi così la Classica Sarda.
Il portacolori della Isd – Neri si è imposto al fotofinish al termine di uno sprint serrato che l'ha visto precedere il toscano Fabio Sabatini e il francese Geoffroy Lequatre.
Rivista mensile di ciclismo - Per info e abbonamenti (21 € annui)
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo