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Altre corse 2009
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E' quella di Robert Gesink, il giovane scalatore olandese della Rabobank, la firma che si appone all'albo d'oro del Giro dell'Emilia. Gesink ha superato in una volata a tre i compagni di fuga Fuglsang e Lovkvist. Bellissima la corsa, come sempre al Giro dell'Emilia, ma con i nostri campioni molto appannati e le prime nove posizioni tutte occupate da corridori stranieri.
Il Giro dell'Emilia è partito con una fuga di Duma, Kondrut, Ratti e Van der Velde. L'azione si è andata esaurendo all'ingresso del tratto decisivo, il circuito finale con le cinque scalate allo strappo di San Luca. Capecchi si è riportato sotto da solo rimanendo poi per qualche km al comando, ma la corsa si è risolta al terzultimo passaggio dalla salita. Fuglsang ha lanciato l'attacco decisivo, quindi sono partiti in sequenza Lovkvist, Gesink e Vinokourov e nella successiva discesa si è formato al comando un quartetto con un gruppo di una quarantina di corridori ad inseguire tirato dalla Liquigas di Basso.
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Altre corse 2009
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Il belga Philippe Gilbert ha trovato in Italia le sue soddisfazioni migliori di questa stagione. Dopo la tappa di Anagni al Giro d'Italia Gilbert si è imposto con una bella volata nella Coppa Sabatini precedendo sullo strappo di Peccioli Visconti e Bertagnolli. Un podio di grande spessore per una Coppa Sabatini che si è sviluppata in maniera originale. Nelle prime fasi della corsa un gruppo di 24 atleti si è avvantaggiato, con dentro quasi tutti gli uomini migliori tra cui il campione del mondo Evans alla prima uscita in maglia iridata. Il grosso ha reagito sotto la spinta di Liquigas e Acqua e Sapone, non rappresentate davanti, ma non è più riuscito a colmare il distacco. La ISD ha lavorato più di tutti per proteggere Visconti, ma sullo strappo finale del circuito di Peccioli Evans ha tirato una gran volata a Gilbert. Il belga ha completato il lavoro con uno sprint di grande forza cui solo Visconti ha provato a reagire, ma senza impensierirlo realmente.
Terzo posto per Bertagnolli davanti al bravo Malacarne.
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Altre corse 2009
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Vincendo una volata tra una cinquantina di corridori, Filippo Pozzato si è aggiudicato il Memorial Cimurri 2009 davanti a Paolini, Colli e Khalilov, vincitore un anno fa.
La corsa reggiana ha visto una lunga fuga con Duma, Hector Gonzalez, Chiarini, Donati, Kondrut e Loria. il gruppetto ha marciato con un margine fino a 10' prima che il grosso tornasse sotto. Sull'ultima scalata al GPM di Regnano, Chiarini è rimasto da solo, ma ormai in vista dei passaggi finali nel centro di Reggio Emilia il gruppo è tornato sotto. Un gruppo ormai più che dimezzato, con Petacchi rimasto irrimediabilmente indietro. Malacarne, Bellotti, Bosisio e Ballan hanno provato ad evitare la conclusione in volata con una sequenza di allunghi che però il gruppo guidato soprattutto da Katusha e ISD, ha prontamente sventato. Khalilov ha preso la testa in volata, ma alle sue spalle è uscito fortissimo Pozzato che è andato a vincere con sicurezza su Paolini, mentre Colli ha soffiato l'ultima piazza sul podio a Khalilov.
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Mondiali Mendrisio 2009
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La condotta di gara degli spagnoli nel finale del Mondiale ha fatto un po' discutere: tre atleti sui nove che si sono giocati la corsa, lo scatto di Rodriguez con Evans e Kolobnev, mentre Sanchez e Valverde restavano in attesa, a consolidare una situazione che non pareva così favorevole per la Spagna ed infatti ha portato solo un bronzo. Per chiarire la questione è opportuno ascoltare uno dei diretti interessanti, il campione olimpico Samuel Sanchez: "Dopo l'attacco di Cancellara siamo rimasti davanti io, Rodriguez e Valverde. Alejandro ci ha detto che non si sentiva sicuro dei suoi mezzi, allora abbiamo deciso che lui avrebbe controllato Cunego ed io Cancellara, visto che lo svizzero sembrava il più forte ed avrei potuto seguirlo meglio anche in discesa. L'attacco con Joaquim Rodriguez andava bene, io e Valverde siamo rimasti a controllare gli avversari come avevamo deciso, non ci sono state incomprensioni. Abbiamo preso una medaglia, un giusto premio per la bella corsa di Joaquim".
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Mondiali Mendrisio 2009
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Non sarà certo ricordato come l'anno dell'Italia il 2009 nel ciclismo. Anche i Mondiali hanno confermato un ciclismo azzurro di buon livello ma senza cime, molto volenteroso ma abbastanza contraddittorio. Per il movimento azzurro del pedale è un momento non semplice: l'abbandono del nostro leader Paolo Bettini, di altri uomini faro come Savoldelli, l'uscita di scena traumatica di Rebellin e Di Luca, senza dimenticare Riccò. Senza tutti questi nomi l'Italia ha fatto tanta, tanta fatica quest'anno, in attesa della nuovissima generazione che promette molto e con una classe di mezzo che si esprime senza grande continuità.
I Mondiali di Mendrisio hanno visto un'Italia alla ricerca di un'identità e di punti di riferimento nuovi che invece non sono stati trovati. Eppure anche dal basso di questo modesto ottavo posto di Cunego, migliore azzurro, si può trovare qualche spunto positivo: il gruppo è unito più che mai e su questo c'era qualche perplessità dopo il ritiro di Bettini che era riconosciuto da tutti come un leader intoccabile. Rovesciati i ruoli l'Italia ha comunque mantenuto un gruppo unito in cui anche gli uomini importanti si sono messi a disposizione della squadra senza farsi i dispetti. Merito di Ballerini e dell'intelligenza dei ragazzi. Quanto alla gestione tattica della corsa non è certo stata felicissima.
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Mondiali Mendrisio 2009
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All'indomani del Mondiale di Mendrisio è il momento delle analisi, delle riflessioni e dei bilanci. Non si può che partire dal nostro Ct Franco Ballerini che non è riuscito a proseguire l'incredibile striscia vincente con il quarto Mondiale. Un Ballerini soddisfatto del lavoro svolto dai suoi corridori, che hanno rispettato appieno le regole del gioco e i rispettivi ruoli.
“La squadra azzurra
è stata leale e compatta" è il pensiero di Franco Ballerini "Tutti hanno rispettato i propri ruoli e
ognuno ha dato tutto quello che aveva dentro. Abbiamo tentato di
interpretare al meglio il percorso per cercare di costruire. Forse
avremmo dovuto essere presenti nella prima fuga per stare un po’ più
tranquilli. Poi però ci abbiamo provato con Michele Scarponi e Giovanni
Visconti e, successivamente, con Alessandro Ballan e Luca Paolini. Nel
finale Damiano Cunego era proprio dove doveva essere, poi purtroppo è
andata come è andata”. Ballerini la lealtà con cui tutti i ragazzi hanno affrontato la corsa: “Tutti
hanno svolto bene il loro lavoro. Bisogna considerare che ciò che
decide in questi arrivi è la sensazione che si prova nelle gambe e non
tutti i giorni sono uguali per vincere. Lo svizzero Cancellara,
infatti, ha fatto male a molti corridori durante la sua azione”. Del vincitore Cadel Evans, Ballerini dice: “Dobbiamo
rispettare chi oggi è stato più forte di noi. Comunque analizzeremo e
approfondiremo i risvolti delle varie fasi cruciali della corsa per
trarne le opportune considerazioni”.
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Mondiali Mendrisio 2009
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L'analisi di Damiano Cunego sull'esito del Mondiale che l'ha visto solo ottavo ed in costante affanno nelle fasi cruciali è molto chiara. Il veronese lamenta l'assenza di compagni di squadra nell'ultimo giro, una mancanza importante per una squadra che si presentava al via come la più forte e al cospetto dei tre spagnoli che hanno tenuto testa al colpo di Cancellara sulla salita di Acqua Fresca nell'ultimo passaggio.
Gli avversari sapevano della nostra
superiorita' - dice Cunego - noi abbiamo
cercato di correre per vincere ma le gare sono piene di insidie
e difficolta'. Molte squadre avevano piu' di un uomo, io sono
rimasto solo ed ho cercato di tenere testa a tutti. Ci
tenevamo, volevamo le quattro vittorie consecutive: vorra' dire
che ci proveremo la prossima volta. E' il bello delle corse, che hanno sempre
imprevisti ed insidie. Noi abbiamo fatto quel che potevamo: so
che non e' tantissimo, pero' ringrazio tutta la squadra che
oggi ha lavorato per me"
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