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Mondiali Mendrisio 2009
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Eduard Novak è un atleta speciale. Il suo nome non dirà molto, ma conoscendo la sua storia non sarà difficile capirlo. Novak, nato
il 28 luglio del 1976, è un atleta disabile che ai Campionati del Mondo di
Paraciclismo ha dominato la sua categoria, la LC2 maschile, portandosi a casa
due medaglie, ma grazie al suo immenso talento proverà a dire la sua anche tra
gli atleti cosiddetti ‘normodotati’.
Ma quella
del rumeno non è una storia fatta solo di bici. Novak, infatti, inizia la sua
carriera sportiva sul ghiaccio: specialista dello speed skating (pattinaggio di
velocità), partecipa anche a vari Mondiali juniores dove tra l’altro ottiene
come miglior risultato un 10° posto. Nel 1996, però, l’imprevedibile: un
incidente d’auto gli cambia la vita e l’amputazione della gamba destra è
inevitabile. Dunque addio al pattinaggio.
L’amore per
lo sport, però, è troppo grande e neppure una menomazione fisica riesce a
fermarlo. Ecco allora l’idea di cambiare disciplina: è il 2001 quando Carol
inizia a correre in mountain bike. Ben presto, però, lascia le ruote ‘grasse’
per dedicarsi alla strada e corre parallelamente sia tra i paralimpici che tra
gli élite ed in entrambi i casi ottiene risultati importanti. Nel 2003 la
svolta quando si piazza secondo tra i normodotati sia a cronometro che su
strada ai Campionati Nazionali rumeni.
Ma nei
successi del corridore nativo di Miercurea-Ciuc c’è anche un po’ di Italia:
corre infatti per la squadra piacentina Essercina
Argo Cycling, guidata dal team manager Pierangelo Vignati (medaglia d’oro alle Paralimpiadi di Sydney
2000) che viene seguita da Endurancenterdel direttore Daniele Zammicheli per
quanto riguarda la preparazione fisica e i test attitudinali.
A Mendrisio Eduard Novak si è presentato in gara in mezzo ai normodotati:
il risultato non contava. Era già bello, ed
importante, esserci. Mendrisio, Canton Ticino, Svizzera, ore 12:36: l'alteta
rumeno Eduard Carol Novak prendeva il via della prova a cronometro ai Campionati
del Mondo su strada di ciclismo.
Fin qui, nulla di speciale: se però pensiamo
che Eduard ha una protesi al posto della gamba destra, ed è il primo atleta
paralimpico a gareggiare in una prova Élite - così importante - con i
normodotati, si capisce come questa data, questo giorno, anche il numero di
dorsale (il 47), siano destinati tutti ad entrare nella storia non solo del
ciclismo, ma dello sport rumeno e dell'intero panorama sportivo
mondiale.
Già soprannominato "il Pistorius del ciclismo",
Eduard Novak ha preso il via nella seconda tranche di atleti, dopo lo slovacco
Polievka e prima del brasiliano Nazaret. A seguirlo in ammiraglia (intervenendo
anche telefonicamente nella diretta di Eurosport Italia) Pierangelo Vignati,
mentre con lui in partenza c'era il direttore di Endurancenter, Daniele
Zammicheli, visibilmente commosso: «Non era il mio primo Campionato
del Mondo, avendo già accompagnato alcune Selezioni messicane, ma l'emozione di
oggi è stata diversa, particolare; anzi, speciale. La preoccupazione di tutti
era quella di non sentire eccessivamente l'evento e la proporzione di quanto
stava per accadere, ma inevitabilmente il pensiero è scappato verso quella
direzione».
Tecnicamente la cronometro di Novak, già medaglia
d'oro in linea ed argento a cronometro nella categoria LC2 dei Mondiali
paralimpici su strada che si sono tenuti a Bogogno (Novara) dieci giorni fa, non
doveva dire granché, ma il rumeno s'è comunque difeso discretamente, finendo
63esimo (su 66 atleti all'arrivo) a 11'06" dalla medaglia d'oro di Fabian
Cancellara, percorrendo i 49,8 km del tracciato svizzero alla media di 43,283
km/h.
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Mondiali Mendrisio 2009
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I Mondiali di Mendrisio si presentano come il percorso più duro tra quelli iridati dell'ultimo decennio. Il dislivello che dovranno coprire i professionisti sarà di oltre 4.500 metri, praticamente come una tappa alpina, anche se la corsa risulterà certamente un po' meno selettiva di un tappone perchè le salite qui sono poco più che strappi in rapida successione. Più che ad un tappone d'alta montagna di Giro o Tour secondo noi questi Mondiali assomigliano tecnicamentre ad un'Amstel Gold Race, una corsa con una successione infinita di strappi brevi ma molto duri.
Le salite del percorso di Mendrisio sono due: lo strappo dell'Acqua Fresca che porta a Castel San Pietro e poi quella della Torrazza di Novazzano. La partenza e l'arrivo sono nella zona degli impianti sportivi di Mendrisio. I primi 2 km sono pianeggianti, quindi la prima salita verso Castel San Pietro con pendenze che superano il 10%. Da qui una discesa di 4 km e mezzo, piuttosto impegnativa, porta verso Balerna. Ancora 1 km e mezzo di piano ed ecco la seconda asperità, la Torrazza di Novazzano, quella resa celebre dai Mondiali '71 vinti da Eddy Merckx. E' uno strappo più facile rispetto al primo, circa 1700 metri di salita con una pendenza media intorno al 6%. La particolarità dell'ultimo tratto che riporta verso l'arrivo è che non c'è una vera e propria discesa: la strada scende leggermente per qualche centinaio di metri, poi ancora un paio di km di piano. Complessivamente sono 13,8 km con 245 metri di dislivello per ogni giro.
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Mondiali Mendrisio 2009
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Con un'ennesima prova di superiorità schiacciante Fabian Cancellara ha dominato il suo terzo mondiale a cronometro. Marco Pinotti è stato ottimo, con un quinto posto che è il suo miglior risultato nelle rassegne iridate contro il tempo.
Cancellara ha impresso subito un ritmo spaventoso, pedalando sul velluto ad una frequenza altissima. Una perfetta macchina da cronometro, che è andato a raggiungere in breve Gustav Larsson, partito un minuto prima di lui. Lo svedese è stato bravo a sfruttare il traino di Cancellara per almeno uno dei tre giri in programma del circuito ed è riuscito con questo a scavare il suo personale solchetto tra sè e gli altri pretendenti alle medaglie. Cancellara ha distribuito minuti di ritardo come noccioline, andando a superare anche Wiggins, partito due minuti prima e successivamente attardato da un problema meccanico. Nel finale il campione svizzero ha tirato i remi in barca, pago del verdetto e col pensiero alla gara di domenica dove si propone come outsider di lusso.
Con Larsson lanciato alla medaglia d'argento (come a Pechino), il tedesco Tony Martin ha confermato il suo talento issandosi sul terzo gradino a due minuti e mezzo, davanti alla sorpresissima Zirbel e al nostro Pinotti. Bravissimo Marco, una gara di grande valore. Male sono andati il campione uscente Grabsch, l'olandese Boom e Boasson Hagen.
1 Fabian Cancellara (Switzerland) 0:57:54
2 Gustav Larsson (Sweden) 0:01:27
3 Tony Martin (Germany) 0:02:30
4 Tom Zirbel (United States) 0:02:47
5 Marco Pinotti (Italy) 0:03:02
6 Janez Brajkovic (Slovenia) 0:03:08
7 Koos Moerenhout (Netherlands) 00:03:11
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Mondiali Mendrisio 2009
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Mentre si stanno esaurendo le prove a cronometro si anima il clima ai Mondiali di Mendrisio in vista della gare in linea e specialmente quella di domenica dei professionisti. Una gara cui non parteciperà Mark Cavendish: il velocista più forte del gruppo ha rinunciato. Cavendish non ha una condizione ottimale ed inoltre il percorso di questi Mondiali non è per niente adatto alle sue doti. Le sue chance Cavendish se le giocherà tra un anno in Australia e tra due in Danimarca, due Mondiali fatti apposta per i velocisti.
A Mendrisio però si parla più di Valverde, il leader della Spagna, recente vincitore della Vuelta, sempre al centro delle attenzioni non solo per le sue abilità sportive. La Spagna aveva deciso di alloggiare in un albergo varesino, ma successivamente ha deciso di spostarsi in territorio elevetico. La scelta per evitare inconvenienti come possibili perquisizioni o controlli a sorpresa, vista la posizione di Valverde con la sua squalifica limitata alle corse italiane.
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Mondiali Mendrisio 2009
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Si conclude con una medaglia azzurra la prima giornata dei Mondiali di ciclismo di Mendrisio. A conquistarla non è stato l'atteso Malori nella gara Under 23, ma la varesina Noemi Cantele nella cronometro femminile. La Cantele sembrava destinata a lottare per una piazza nelle 10, invece ha trovato la gara della vita. L'americana Kristin Armstrong ha scavato fin dalle prime battute un solco incolmabile rispetto a tutte le avversarie, doppiando così la medaglia d'oro ottenuta in questa disciplina alle olimpiadi di Pechino.
Alle spalle della Armstrong si è accesa la lotta per le altre medaglie: Noemi Cantele e Linda Villumsen si sono confrontate secondo su secondo a tutti gli intertempi, ma alla fine l'azzurra ha avuto la meglio per appena 3''. L'americana Neben, campionessa uscente, non ha impensierito le primissime, così come la Soeder è andata in forte calo nel finale ed è finita a distanza di sicurezza dal podio.
“Non mi aspettavo di conquistare l’argento. Non ero io che pedalavo – ci dice la Cantele subito dopo aver compiuto il suo capolavoro –. In
corsa non capivo se stavo andando bene o male. Ho avuto notizia del mio
tempo a quattro chilometri dalla fine dal Commissario Tecnico Dino
Salvoldi. Per la forte emozione ho addirittura vomitato. E’ stata una
corsa molta strana sentivo che andavo bene ma non pensavo di
conquistare il podio. Ieri avevo detto che sarebbe stato già un
successo entrare tra le prime dieci, ma questa medaglia me la sono
meritata”
Domani si chiude il capitolo cronometro in questi Mondiali con i professionisti: Cancellara è il grande favorito, la notizia dell'ultima ora è il ritorno di Kashechkin per il Kazakistan dopo la fine del periodo di squalifica per doping.
CRONOMETRO DONNE: 1. Kristine Armstrong /Usa) km.26,8 in 35’26”09,
media 45,379; 2. Noemi Cantele (Ita) a 55”; 3. Linda Villumsen (Dan) a
58”; 4. Judith Arndt (Ger) a 1'24"; 5. Christiane Soeder (Austria) a
1'28"; 6. Amber Neben (Usa) a 1'29"; 7. Tatiana Antoshina (Rus) a
1'31"; 8. Tara Whitten (Can) a 1'34"; 9. Karin Thurig (Svi) a 1'38";
10. Jeannie Longo (Fra) a 1'48"; 18, Tatiana Guderzo (Ita) a 2'33".
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Mondiali Mendrisio 2009
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Il Team Barloworld potrà contare sulla presenza di quattro suoi atleti ai Mondiali di ciclismo in corso a Mendrisio: I britannici Stephen Cummings, Chris Froome e Geraint
Thomas, insieme allo scalatore colombiano Mauricio Soler
sono stati selezionati dalle rispettive nazionali. Sulla scia d’entusiasmo in seguito alla vittoria di Michele Merlo nell’ultima tappa del Tour of Britain di sabato 19, il team
diretto da Claudio Corti vuole essere ancora protagonista nella prova
iridata, sia a cronometro che in linea.
Sarà Chris Froome il primo
corridore a scendere in gara giovedì 24, essendo stato selezionato dalla
nazionale britannica per la prova a cronometro, oltre che per quella in
linea. Froome dovrà affrontare l’impegnativo tracciato di Mendrisio lungo 16.6km
per tre volte, coprendo una distanza complessiva di quasi 50km.
Domenica 27 andrà invece in scena la gara regina, ovvero la prova in
linea dove la Barloworld potrà contare, oltre che su Froome, anche su Cummings
ma soprattutto su Soler e Thomas. Quest’ultimo è reduce da un Tour of Britain
dove più volte si è messo in evidenza e si avvicina alla prova mondiale nelle
migliore condizioni fisiche.
La corsa su strada prevede un
circuito collinare di 13,8km da ripetere 19 volte per un totale di 262.2km, con un dislivello di 4.655m.
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