E' il croato Robert Kiserlovski ad iscrivere il proprio nome sull'albo d'oro del prestigioso Giro dell'Appennino. La corsa, come spesso accade, si è risolta sulla Bocchetta, dove si sono isolati al comando Domenico Pozzovivo e Kiserlovski. In volata l'alfiere della Liquigas ha conquistato il successo superando il lucano della Colnago, vincitore venerdì sull'Alpe di Pampeago al Giro del Trentino.
Il gruppetto inseguitore ha visto Alessandro Bertolini conquistare la terza piazza su Visconti e Damiano Caruso.
La più dura delle salite del Giro del Trentino, l'Alpe di Pampeago, è stata conquistata dal più leggero e puro dei grimpeur del gruppo, Domenico Pozzovivo. Il lucano, fresco di laurea, ha staccato Riccardo Riccò nel finale: il modense ha recuperato una ventina di secondi a Vinokourov, ma al kazako sono rimasti alcuni centesimi di avanzo nella generale per poter brindare alla vittoria finale. Vinokourov è così riuscito a conservare la maglia di leader e a vincere la prima corsa a tappe della sua nuova carriera dopo lo stop per doping. Un messaggio forte anche in vista del Giro d'Italia.
Per Vinokourov si potrebbe parlare di massimo risultato con il minimo sforzo, almeno stando alle sue parole: aveva detto fin dal primo giorno (quello del successo al prologo di Torbole) di non volersi spremere oltremisura per salvare la gamba in vista della Liegi di domenica. “Ma il Giro del Trentino è una vittoria di quelle a cui non si rinuncia tanto facilmente: avevo la maglia e dovevo onorare la corsa, anche se la salita di Pampeago mi ha fatto soffrire parecchio”. “Vino” deve aver fatto bene i suoi conti e capito che non si lascia il certo per l’incerto. Ciò non significa che non lo vedremo davanti domenica sulle “cotes” ardennesi, mentre sicuramente significa che c’è un candidato molto serio alla vittoria nel prossimo Giro d’Italia.
Era atteso lo sprint a ranghi compatti con Petacchi grande favorito, invece a Trento è stato un trentino doc ad esultare. Alessandro Bertolini, grande vecchio del gruppo con i suoi 39 anni, si è lanciato coraggiosamente da solo approfittando del trampolino di Vigolo Vattaro ad una ventina di km dall'arrivo. Bertolini è piombato su Trento consapevole che il gruppo stava consumando il suo piccolo vantaggio, ma non ha mai mollato un solo istante ed alla fine l’ha spuntata, per due risicatissimi secondi. “E’ una gioia troppo grande per uno come me che è nella parte finale della carriera ma che continua a fare sacrifici e viene ripagato. Dopo una tappa al Giro d’Italia, questa vittoria era il mio più grande desiderio”, ha spiegato il loquace atleta trentino.
Solo un mese di corse e già tre vittorie. E' il bilancio dal rientro in gruppo di Riccardo Riccò. Il Cobra ha lasciato il suo segno anche sul Giro del Trentino, vincendo la seconda tappa con arrivo a San Martino di Castrozza. La corsa si è risolta con una volata di un gruppetto di una ventina di corridori che si sono scremati sulle non durissime rampe della salita del Rolle. Riccò ha preceduto Vinokourov, che resta al comando della generale, Basso, Serpa e Pozzovivo.
Domani si correrà la tappa più facile, con arrivo a Trento, venerdì il gran finale sull'Alpe di Pampeago.
"E’ sicuramente una vittoria di peso, contro grandi avversari. Vinokourov dopo l’arrivo è venuto a farmi i complimenti, Basso invece non l’ho visto”, sottolinea puntualmente il modenese, lasciando trasparire tracce di un dualismo per niente svaporato che sicuramente mancherà anch’esso alla prossima corsa rosa.
Splende l'iride di Cadel Evans sul Muro di Huy, uno dei luoghi simbolo delle grandi classiche. Il campione del mondo ha vinto di giustezza una Freccia Vallone che sembrava aver preso la strada di Alberto Contador, il campionissimo spagnolo che però non ha preso bene le misure al Muro ed è rimasto piantato negli ultimi 100 metri.
La Freccia non è stata molto diversa da quella degli anni passati, nonostante le modifiche al percorso e l'inserimento di un nuovo passaggio sul Muro a 30 km dall'arrivo. Le fasi intermedie tra il passaggio e l'arrivo sono stato un po' più movimentate e divertenti, ma alla fine tutta la corsa si è racchiusa ancora su quell'ultimo km verso la vetta del Muro.
Una fuga di seconde e terze linee, tra cui Palumbo, Loosli e Champion, ha tenuto la testa della Freccia fino al passaggio sul Muro ai 30 dall'arrivo. La Saxo ha fatto gran parte del lavoro sporco, con Andy Schleck che si è messo nei panni del gregario in favore del fratello. Sulla scalata a Huy è stato proprio Andy con Contador a ruota a scandire il ritmo, propiziando alla cima un tentativo di Franck con Kreuziger, Tankink e il coriaceo Loosli.
All'interno la classifica e l'intervista a Cadel Evans, F.Schleck, Cunego, Contador, Valverde e Rodriguez.
Alexandre Vinokourov è in forma - Giro. Il kazako della Astana ha vinto la tappa di apertura del Giro del Trentino, la cronometro di 12 km sulla punta settentrionale del lago di Garda. Bene è andato Garzelli, mentre Ivan Basso ha perso 34'', un ritardo comunque spiegabile dalla lunga assenza dalle corse per il ritiro in altura. Non male Riccardo Riccò, in una specialità non sua ha pagato 30'', nelle posizioni di coda è finito Pellizotti.
La Astana conferma le proprie ambizioni, che poi coincidono con quelle del suo capitano Vinokourov: vincere la crono e magari far classifica superando gli ostacoli alti di San Martino di Castrozza (domani, mercoledi) e di Pampeago (venerdì, giorno di chiusura). Se così sarà, avrà ben diritto di presentarsi al via del Giro d’Italia rivendicando un posto in prima fila. “Ma io – ha spiegato “Vino” in conferenza stampa – posso accontentarmi di molto meno, diciamo che con una vittoria di tappa posso già sentirmi soddisfatto. Io domenica faccio la Liegi e l’affronto con molte ambizioni, dunque debbo dosare gli sforzi. Eppoi so che la concorrenza è fortissima, sono tanti gli italiani che vogliono a tutti i costi vincere questa corsa”.
Philippe Gilbert ha ripreso il filo che si era interrotto alla chiusura della scorsa stagione. Il belga ha inserito nel proprio palmares un'altra bella classica, l'Amstel Gold Race con una progressione delle sue, uno di quegli scatti insistiti che stanno diventando il marchio di fabbrica. E' stata una corsa tutta racchiusa negli ultimi 20 km, una mezz'ora di bel ciclismo, con la situazione che si è rimescolata più volte. L'Italia ha ritrovato un ruolo almeno di buon livello, con un bel Cunego ristabilito dal virus avuto nei Paesi Baschi, Gavazzi che si sta pian piano avvicinando ai grandi e Gasparotto che ha monetizzato con un podio di prestigio. Non è stata una bella giornata per la Rabobank, che ha lavorato tanto ma sul più bello si è pressochè volatilizzata. Soprattutto da Gesink ci si aspettava ben altro.
All'inizio una fuga di sette comprimari ha preso spazio per guidare la corsa fino ai 30 dall'arrivo. Fin qui davvero poco da segnalare, se non il grandissimo pubblico che come sempre accoglie l'Amstel. La corsa vera è iniziata con il riaggancio dei fuggitivi, dopo che Rabobank, Saxo e Lampre si erano impegnate più di tutte in testa al gruppo. A 20 km dall'arrivo, sulla sequenza più impegnativa di strappetti di tutta la corsa, si sono fatti avanti i big, ma il primo attacco è venuto da Marco Marcato. Qualche km di avanscoperta solitaria, finchè sul dossetto successivo Andy Schleck ha fatto vedere di essere tornato quello dei giorni buoni con una progressione di gran classe.
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