Franco Ballerini ha presentato la sua Italia. Durante la presentazione del Salone del Ciclo di Milano, il Commissario Tecnico ha reso note le sue scelte per i Mondiali di Mendrisio. Questi i convocati: Alessandro Ballan, Damiano Cunego, Filippo Pozzato, Luca Paolini, Stefano Garzelli, Marzio Bruseghin, Ivan Basso, Matteo Tosatto, Michele Scarponi, Giovanni Visconti, Mauro Santambrogio.
Tra questi uomini saranno scelti i nove titolari e le due riserve: per ora secondo noi i candidati alla panchina sono Santambrogio e Scarponi.
L'uomo di riferimento dell'Italia ai Mondiali sarà Damiano Cunego, con Ballan in seconda battuta e Pozzato come jolly. Garzelli e Paolini sono gli uomini di esperienza, i registi in corsa, mentre per Basso si profila un ruolo da uomo squadra, come per gli altri. Le scelte sono più o meno quelle attese e quelle più logiche, noi semmai avremmo visto bene Tiralongo, un uomo forte in salita e in grande forma abituato a lavorare per gli altri.
Per la cronometro ci sarà Marco Pinotti, il campione d'Italia.
Un'altra domenica da campione per Damiano Cunego. Il veronese della Lampre ha vinto ancora, come domenica scorsa, dimostrando una volta di più di avere raggiunto sulle strade della Vuelta una condizione eccellente. Ma è stata una giornata proficua anche per Alejandro Valverde, che pur faticando vede avvicinarsi enormemente la vittoria finale della Vuelta.
Cunego è riuscito a propiziare una fuga da lontano di nove corridori, tra cui Knees e Fuglsang. Sulla salita finale, ricca di cambi di pendenza accentuati, ha saltato tutti quanti andando ad imporsi con grande scioltezza, mentre tra gli altri il solo Fuglsang riusciva a resistere al ritorno del gruppo.
Basso ha provato anche oggi a fare corsa dura, con l'aiuto di una squadra sempre forte, ma ha mostrato la corda sotto gli affondi di Samuel Sanchez e Mosquera. Valverde ha passato un momento abbastanza critico, ma è riuscito a limitare i danni e soprattutto a tenere sotto controllo Gesink. Alla fine Valverde ha ceduto solo una manciata di secondi a Mosquera e Sanchez, poco significativi per le sorti della classifica, dove il murciano continua a guidare con 31'' su Gesink, mentre Sanchez ha scalzato Basso dal podio virtuale.
Ora una serie di tappe intermedie che potrebbero lasciare spazio a tentativi di fuga da lontano, prima della crono e della tappa con la Navacerrada che definiranno una classifica già nelle mani di Valverde.
La vetta di Sierra Nevada è di David Moncutiè che si conferma eccellente cacciatore di traguardi prestigiosi nelle corse a tappe. La Vuelta ha però soprattutto ridisegnato la classifica generale in questa durissima 13° tappa con le scalate a Monachil e Sierra Nevada, con l'uscita di scena di Danielson, la strenua difesa di Samuel Sanchez, lo sfortunato ritardo di Evans, e un Valverde che si consolida senza fare niente di eccezionale. Bene Gesink e Basso, mentre Cunego ha preso un giorno di semiriposo uscendo di classifica e preparando l'uscita di scena completa da questa Vuelta.
La tappa si è assegnata con una lunga fuga di Taarame, Moncutiè e Moerenhout che hanno guadagnato più di 10 minuti sul gruppo, mentre un folto drappello con anche Ballan, Bennati, Garate, Joaquim Rodriguez e Cancellara si è intercalato.
Nella nazionale Under 23 che sta nascendo per i Mondiali di Mendrisio non ci sarà posto per nessun atleta del Team Marchiol, la squadra vivaio della Liquigas. Soprattutto Davide Cimolai sembrava avere grandi speranze di convocazione, ma anche se l’ufficialità
l’avremo solo lunedì prossimo 14 settembre al momento dell’annuncio dell’Italia che andrà a Mendriso, i giochi sono ormai fatti. Nella nazionale
Under 23 del ct Marino Amadori non figura nessun uomo della Marchiol Sport.
Inutili il 2° posto al Rusconi dietro uno scatenato Sacha Modolo ed il 4° al
Valdarno di Davide Cimolai, come pure il fantastico avvio di stagione scandito
dai tre squilli internazionali alla Coppa San Geo, Balestra e Col San Martino.
Tutto dimenticato (nei primi mesi c’era ancora Rosario Fina). Per non parlare
di Viviani o Boem. Il ct la sua nazionale ce l’ha in testa e alla Marchiol ha
detto no grazie, sono a posto così.
“Il rammarico è tanto – usa un eufemismo
il ds Biagio Conte – però gli accordi
erano altri. Certo il mondiale è duro, lo abbiamo sempre detto. Ma il Cimolai
di inizio stagione per qualsiasi ruolo ci stava più che bene in nazionale.
Attualmente non è quello visto trionfare nelle tre internazionali di febbraio e
marzo, d’accordo. Ma a 20 giorni dal mondiale è sulla buona strada per tornarci
e lo ha dimostrato con i risultati. Con la Federazione stiamo lavorando bene da
qualche anno. Abbiamo “regalato” alcuni uomini alla pista, non ultimi proprio
Cimolai e Viviani, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Adesso, alla luce
delle promesse disattese, cosa dovremo fare, continuare a dare a senso unico gli
uomini di punta rinunciando sempre ai nostri programmi? D’istinto sarebbe da
interrompere tutto. Ma i ragazzi hanno preso a cuore e svolgono con grande
passione l’attività su pista. Fatalità proprio nel periodo dei mondiali su
strada ci sarà una nuova trasferta della nazionale, ma non sarà la stessa cosa.
Noi e gli atleti non meritiamo questo trattamento”.
La
squadra, seppure con il morale sotto i tacchi, deve per forza voltare pagina e
andare avanti: “per l’esclusione dai
mondiali, la squadra si presenterà ancora più agguerrita alle gare –
aggiunge l’ex pro’ Conte - per dimostrare
che qualcuno ha sbagliato”.
Ecco
quindi arrivare il secondo fine settimana di settembre segnato da tre
appuntamenti e tutti in terra veronese. Domenica 13 settembre al 3° Gp Città di
Verona saranno in gara Masiero, Buso, D’Agostin, Cavasin, Cimolai, Gaggia, Melegaro,
Paulon, Biasio, Dal Bello, Manarelli, Viviani e Boem.
Martedì
15 settembre a Custoza Biasio, Dal Bello, Viviani, Paterski (Pol), Cimolai, Boem,
Nechita, Buso, Cavasin, Gaggia, Melegaro e Paulon. Quindi giovedì 17 settembre
a Isola della Scala: Biasio, Viviani, Manarelli, Cimolai, Boem, Buso, Cavasin, Melegaro,
D’Agostin e Masiero.
ULTIMA SETTIMANA – Altri sei
piazzamenti si aggiungono all’infinta serie collezionata in questa stagione
2009. Come anticipato i due di Cimolai che segnano l’esclusione dal mondiale sono
particolarmente amari. Ad aprire la serie erano stati il campione veneto Daniele
Cavasin (10°) e Mattia Paulon (5°), quest’ultimo bravo ad infilarsi nella fuga
ad otto vincente, a Villanova di Camposampiero (Pd). Al Rusconi si è fatto
vedere anche Elia Viviani (7°), mentre martedì al Valdarno il polacco Paterski
si è piazzato ottavo.
PISTA - Davide Cimolai si è dovuto consolare su pista, dove titoli tricolori
e maglie azzurre per fortuna non fanno fatica ad arrivare. Precedendo il
campione europeo e compagno di colori Elia Viviani e Angelo Ciccone ha fatto sua
classifica finale dell'endurance open del Giro d’Italia delle Piste.
Nell’ultima tappa disputata ieri sul nuovo impianto coperto di Montichiari
(Brescia), il pordenonese ha posto il sigillo al successo finale vincendo lo
scratch open.
Se non avete visto la tappa odierna della Vuelta Espana, niente paura, non vi siete persi niente! L'arrivo sull'Alto de Velefique, una delle salite più impegnative dell'intera corsa a tappe spagnola, prometteva scintille, invece la scalata è passata senza che accadesse niente di rilevante. Tutti ad aspettare, per paura, per il vento, per risparmiarsi in vista delle prossime tappe dure. Fatto sta che la Caisse d'Epargne ha monopolizzato la testa del gruppo e solo un paio di scatti di Mosquera e un allungo all'ultimo km di Gesink hanno interrotto il copione.
Qualcosa di meglio ha regalato la lotta per il successo di tappa, che è andato al canadese della Garmin Ryder Hesjedal, un corridore molto forte sul passo, abile nelle classiche, che va a vincere una delle tappe più difficili della Vuelta.
Mentre ci si appresta a vivere la terzina di tappe che sarà decisiva per gli esiti della Vuelta Espana, Ivan Basso e la Liquigas fanno il punto della situazione sulla corsa spagnola. Una Vuelta che finora non ha regalato vittorie alla Liquigas, ma che vede intatte le possibilità di podio di Basso, mentre Bennati avrà nella settimana conclusiva ancora qualche chance in tappe adattissime a lui. A fare il punto
della situazione è il
direttore sportivo Mario Scirea. «Le
ambizioni della vigilia erano di correre da protagonisti e credo che i fatti
corrispondano alle attese. Basso è quinto in classifica e le possibilità di
vederlo vincente a Madrid sono intatte, mentre la squadra ha mostrato una
condizione crescente. Abbiamo cercato la vittoria di tappa con Bennati ma, ad
ora, non gli riesce di trovare lo spunto giusto. Daniele gode di una grande
condizione ma sta patendo sul piano psicologico l'assenza di vittorie. Noi abbiamo
grande fiducia nelle sue capacità e continueremo a supportarlo da qui a Madrid.
Sono convinto che, conquistata una vittoria, tornerà ad essere uno dei
dominatori delle volate»
All'undicesima tappa della Vuelta Tyler Farrar, che si era presentato al via come il velocista più in forma, è riuscito finalmente a cogliere la sua prima vittoria. Grossa delusione per Bennati, cui la Liquigas ha dato grande fiducia lavorando per tutta la giornata, ma che poi non è riuscito neanche a prendere parte allo sprint.
Il percorso leggermente ondulato sembrava chiamare alla fuga da lontano come ieri, ma la Liquigas ha posto uno stretto controllo sulla corsa, annusando la possibilità di far fuori alcuni velocisti e poter quindi lanciare Bennati in uno sprint molto favorevole. La squadra di Amadio ha così annullato un'azione a tre con Moncutiè, Txurruka e Hoogerland, un corridore nuovo ed interessante che si sta proponendo all'attacco con grande continuità, ed il successivo attacco di Di Gregorio. Con un gruppo pressochè dimezzato però è stato Farrar a trovare il varco e la progressione vincente per imporsi davanti a Gilbert e Marcato, mentre Bennati ha lottato fino a 500 metri dall'arrivo per poi farsi da parte. Per Farrar prima vitotria in un grande giro.
Da segnalare il ritiro di Franck Schleck per un problema ad un ginocchio: il lussemburghese non prenderà parte neanche ai Mondiali di Mendrisio.
Ora il giorno di riposo quindi la serie di tre tappe di montagna che da venerdì a domenica diranno una parola probabilmente decisiva sull'esito della corsa.
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